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Sant’Agnello, “qualcuno fa strage di gatti”. Istituzioni animaliste in allerta

A Sant’Agnello, nella zona di Sorrento, in provincia di Napoli, qualcuno fa strage di gatti, le istituzioni latitano e Lndc Animal Protection entra in gioco. Ecco cosa scrive Repubblica nella sezione blog “Il richiamo della foresta”.

Per Fortunata Russo e i suoi mici, una colonia censita di 27 individui sterilizzati e accuditi di tutto punto fra giardino e casa, l’orrore ha inizio il 3 aprile scorso quando, di prima mattina, si sente male il micio della vicina.

“Fu portato subito da una veterinaria, cugina della signora, e non ho mai conosciuto la diagnosi. Ma si riprese e poche ore dopo era di ritorno a casa” racconta Russo, la quale però, a fine mattina, trova due dei suoi gatti morti. Uno è un maschio giovane, in ottima salute, l’altra è una mamma in allattamento. I piccoli continuano a succhiare, ma lei è priva di vita. “Per fortuna c’era un’altra gatta che aveva partorito da poco che senza esitare ha accolto anche i cuccioli orfani. Entrambi i gatti deceduti la sera prima stavano benissimo, mangiavano e si muovevano alla perfezione. Qui i mici vanno in giro, si spostano fra i giardini, ma non hanno mai dato fastidio a nessuno”.

Fortunata chiama Asl e polizia municipale riuscendo a ottenere attenzione solo verso sera, quando un agente si incarica di accompagnarla in via Bagnulo presso la Asl Napoli3sud per consegnare i due corpi da inviare all’Istituto Zooprofilattico.

Il mattino seguente la donna trova altri due gatti morti cui si aggiunge, nel pomeriggio, un secondo gatto della vicina. Il lunedì un’amica che abita accanto la avvisa di aver trovato sul prato il corpo esanime del gattone Ciruzzo, intanto che l’adorato Filippo, l’unico che ogni sera entra a dormire in casa (tutti gli altri hanno a disposizione cucce e casette in giardino) è svanito nel nulla.

Anche Filippo, amato dai bambini, è sparito nel nulla.

“A quel punto, con l’aiuto dell’avvocato Alessandro Orsi, ho presentato una querela presso la locale stazione dei carabinieri, integrata poi il 16 aprile visto che ho seguitato a trovare corpi, alcuni in stato di decomposizione. In totale 14 cadaveri e almeno 6 scomparsi. Tutti animali giovani e sani, che fino a poco prima del decesso si mostravano in eccellenti condizioni fisiche “dice ancora Russo.

Eppure, malgrado il fortissimo sospetto, se non l’evidenza, di uno spargimento di veleno potenzialmente pericoloso per animali e persone, nessuna autorità preposta è ancora intervenuta per un controllo sul territorio né bonifica.

“Abbiamo avvisato subito, come di prassi, il Comune, e siamo in attesa del riscontro da parte dell’Izs” dicono dalla Asl Napoli3, mentre Piergiorgio Sagristani, sindaco di Sant’Agnello, afferma: “Il Comune è impegnato nell’accertare le cause che hanno determinato la morte di un numero in via di definizione di gatti, appartenenti alla colonia felina della signora Russo, presenti nel territorio comunale. Da subito la polizia municipale ha chiesto l’intervento del servizio veterinario dell’Asl Napoli3sud e siamo in attesa dei riscontri legati all’esame autoptico per poter stabilire fatti e circostanze. In ogni caso” prosegue “non lasceremo nulla di intentato per fare luce e chiarezza sulla vicenda”.

Può darsi, ma dall’inizio della strage è passato più di un mese, in cui sono morti e scomparsi più di 20 gatti gettando la proprietaria nella costernazione e forse non solo: “Sempre più spesso, in questi giorni, vengo contattata da persone che mi segnalano analoghe morti di gatti (ma anche di cani) in tutta la Penisola Sorrentina. Avvelenamenti a Sammontano, Massa Lubrense, Sorrento e persino nello stesso comune di Sant’Agnello” rivela Russo. “Si tratta di gatti privati, ma pure di intere colonie”.

“Quanto sta accadendo a Sant’Agnello è drammatico, inaccettabile” dice Alessandra Itro dall’Ufficio legale di Lndc Animal Protection. “Stiamo seguendo il caso con grande attenzione e affianchiamo la signora Russo nella sua battaglia per ottenere quantomeno verità e giustizia. Abbiamo sporto denuncia e speriamo che quanto prima si identifichi l’artefice di questa strage, purtroppo non ancora conclusa, oltre ad aver inviato una lettera al sindaco Sagristani, esortandolo a mettere tempestivamente in atto tutte le attività adatte a salvaguardare la salute degli animali e a porre fine a questi atroci fatti”.

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