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Salerno, Sirene a lutto in tutti i porti d’ Italia in memoria di Matteo

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Salerno, Sirene a lutto in tutti i porti d’ Italia in memoria di Matteo. Il lavoratore portuale schiacciato da un carrello a soli 34 anni . . Il sindaco Napoli esprime il cordoglio dell’Amministrazione e – come titola il quotidiano “le Cronache” – sottolinea che “la tragica fine del giovane lavoratore portuale addolora la nostra comunità”. Un’ora di stop è stato osservato in tutti i porti italiani mentre le organizzazioni sindacali hanno puntato l’attenzione sulla sicurezza.

Matteo morto a Salerno

Il cuore di Matteo Leone, 34enne lavoratore portuale travolto da un carrello elevatore condotto da un collega intorno alle 14 di martedì, si è fermato all’una e mezza della notte scorsa. I sanitari del Ruggi le hanno provate tutte: riduzione degli emboli e dei traumi, rivascolarizzazione degli arti inferiori, rianimazione a seguito di un arresto cardiaco, ma nulla è bastato. Il guerriero ha dovuto arrendersi: le sue condizioni erano troppo gravi per scampare al terribile incidente di cui è rimasto vittima.
GLI ACCERTAMENTI
La sua salma è stata sequestrata, come disposto dal magistrato Simone Teti,  come riporta la collega Carmen Incisivo  su Il Mattino , principale quotidiano della Campania, per consentire di effettuare, stamattina alle 11, l’esame autoptico che potrebbe aiutare non tanto ad approfondire le evidenti cause della morte quanto a svelare qualcosa in più sulla dinamica dell’incidente che attende di essere chiarita. La famiglia Leone è difesa all’avvocato Luigi Gargiulo che comparirà questa mattina per i primi adempimenti. Per il momento nel registro degli indagati è iscritto solo F.F., l’operatore portuale che era alla guida del carrello che ha causato la morte di Matteo e che sarà probabilmente accusato di omicidio colposo. L’emissione di eventuali altri avvisi di garanzia, a carico di altre persone, potrebbe essere decisa nei prossimi giorni, in questo momento si resta solo sullo stretto evento causale della morte. Alle 12 in punto di ieri, le sirene delle navi in porto hanno suonato per onorare Matteo, innalzando un grido di dolore per un’altra morte che mai si sarebbe dovuta verificare. Il personale dello scalo salernitano è rimasto in sciopero per 24 ore, in segno di solidarietà per Matteo e di protesta per quanto accaduto.
LO SCIOPERO
«Esprimiamo sgomento per il tragico infortunio sul lavoro avvenuto nel porto di Salerno in cui ha perso la vita un lavoratore portuale – fanno sapere Cgil, Cisl e Uil – è inaccettabile che un giovane possa morire mentre compie il proprio dovere, perché lavoro non deve significare morte. Manifestiamo solidarietà e vicinanza alla famiglia e a tutti i lavoratori portuali. La sicurezza nei luoghi di lavoro è un diritto fondamentale ed irrinunciabile». Iniziativa seguita a ruota, ma solo per un’ora, da tutti i lavoratori portuali italiani che ieri hanno incrociato le braccia manifestando coinvolgimento e dolore per quanto accaduto martedì al molo 10 del porto commerciale di Salerno. Portatore di San Matteo e Sant’Anna, Matteo era un ragazzo molto noto soprattutto nel cuore del centro storico, al rione Fornelle, dove era nato e cresciuto e dove oggi regna un silenzio innaturale e carico di dolore. «Profondamente addolorato per la tragica morte di Matteo Leone, lavoratore portuale di trentaquattro anni, mi unisco con l’affetto e la preghiera al grande dolore della sua famiglia e dei tanti che lo conoscevano, chiedendo con forza che si mettano in campo tutte le energie affinché nei luoghi di lavoro siano sempre garantite le condizioni di assoluta sicurezza e non si debbano ulteriormente piangere persone che, nel compiere dignitosamente la loro fatica quotidiana, debbano, invece, trovarvi ingiustamente la morte – scrive monsignor Andrea Bellandi, arcivescovo metropolita di Salerno-Campagna-Acerno – L’auspicio, certamente da tutti condiviso, è che non ci siano mai più morti sul lavoro, ma tutti ci si deve impegnare sempre di più per far sì che il desiderio diventi la realtà e non rimanga un proposito bello ma inutile». Cordoglio è stato espresso anche dalla Salernitana che Matteo tanto amava, tanto da esser membro del gruppo ultras Centro Storico: «L’U.S. Salernitana 1919, la proprietà, i dirigenti, i giocatori e tutto lo staff si stringono attorno al dolore che ha colpito la famiglia Leone per la tragica scomparsa del caro Matteo, grande tifoso granata». Decine e decine i messaggi di dolore dedicati a Matteo sui social network e in strada, con uno striscione del tifo organizzato. Quasi dieci anni fa Emilio Leone, padre di Matteo, era rimasto coinvolto in un grave incidente cadendo da un container mentre lavorava al porto commerciale ma, per fortuna, si è salvato. Dolore che si aggiunge al dolore e che rende questa morte ancor più inaccettabile.

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