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Roma, al Festival del Cinema azerbaigiano un film dal romanzo di Essad Bey, sepolto nel cimitero di Positano

Dal 27 al 29 maggio si svolge a Romo, presso la Casa del Cinema di Villa Borghese, la terza edizione del Festival del cinema azerbaigiano. Tra i cortometraggi proiettati anche il film “Ali e Nino” tratto dall’omonimo romanzo dello scittore Essad Bey, che riposa nel cimitero di Positano. La sua tomba, composta da una lastra di marmo coperta da un’iscrizione in caratteri arabi e sormontata da una stele e da un turbante di pietra, ogni anno viene visitata con interesse da molte persone, rappresentando un importante pezzo di storia.

Essad Bey era nato a Baku il 21 ottobre 1905 e si era trasferito da Berlino a Positano alla fine del 1939, poco dopo l’invasione tedesca della Polonia. Era affetto dal morbo di Raynaud, un male che provocava la progressiva necrosi dei piedi. Perciò avevano dovuto amputargli le dita del piede sinistro. Le sofferenze erano insopportabili, lenibili soltanto con massicce dosi di oppiacei. Il medico condotto di Positano gli prescriveva la morfina, ma Essad Bey non poteva acquistarla. Era povero a tal punto da non riuscire a sfamarsi. Sopravviveva grazie al piatto di minestra che Maria Rispoli, proprietaria della «Buca di Bacco», pietosamente gli portava due volte al giorno avvolto in un tovagliolo.

Il suo nome resterà per sempre legato a quello di Positano dove i suoi resti riposeranno per sempre.

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