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Qual è la pietra che sostiene il ponte?

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Nel romanzo “Le Città invisibili” c’è un episodio descritto dall’autore, Italo Calvino, che mi ha da sempre particolarmente colpito per la profondità del concetto espresso. Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
– Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? – chiede Kublai Kan.
– Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra, – risponde Marco, – ma dalla linea dell’arco che esse formano.
Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo. Poi soggiunge:
– Perché mi parli delle pietre? È solo dell’arco che m’importa.
Polo risponde: – Senza pietre non c’è arco.
Ecco, nell’arco della nostra vita ci sono persone che sono diventate pietre che tengono in piedi il nostro di arco, quelle tra loro più importanti: è impossibile sostituirle, faranno parte del nostro arco fino alla fine. Fabio è stato per molti di noi una di queste pietre, mi piace fare quest’esempio anche perché era architetto e probabilmente avrebbe finito per spiegare lui a me il concetto di arco. Lo ricordo infatti un compagno di studi al liceo sempre disposto ad approfondire gli argomenti che aveva a cuore senza mai scoraggiarsi perché ” il sapere non annoia mai” lo scrive uno dei suoi maestri Gaetano Pesce, ma Fabio lo rammento anche compagno testardo e determinato nel portare avanti i suoi progetti, con vero piglio nipponico scriverebbe l’Arch. Yasuo Watanabe, un grande professionista con il quale Fabio si è spesso confrontato. Le Corbusier scrive che l’architettura è commuovere, e Fabio mi ha commosso più di una volta e mi commuove ancora. Questa breve riflessione per dirvi che domani, 9 maggio 2021, presso la Basilica San Michele di Piano di Sorrento, alle ore 19:00 l’architetto Alessandro Fiorentino ha invitato tutti noi che abbiamo  avuto la fortuna di conoscere  Fabio a ricordarlo nel giorno del suo compleanno partecipando ad un momento di preghiera.  di Luigi De Rosa

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