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Profondo Rosso: Presi per i fondelli

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    Quotidianamente veniamo sommersi da una marea di parole e di cifre incomprensibili. Quando tentiamo di comprenderne il significato e l’utilità finiamo con lo stringere nelle nostre mani un pugno di mosche. Quelle parole e quei dati  sono fumogeni solo apparentemente sono innocui. Desidero richiamare l’attenzione dei lettori su fatti specifici:

    1. notizie covid: comunicano il numero dei tamponi effettuati ma non precisano quante delle persone sottoposte a tampone erano sintomatici e quanti asintomatici; non precisano quali tamponi sono stati utilizzati;  non indicano quanti contagiati sono stati individuati con  ciascun tipo di tampone;  comunicano quanti degenti in più od in meno sono ricoverati nei reparti di degenza ordinaria ma non comunicano se sono stati effettuati nuovi ricoveri, trasferimenti di ricoverati in terapia intensiva ed eventuali dimissioni per guarigione o per volontà del degente o del suo parente più prossimo; comunicano le variazioni del numero dei ricoverati in terapia intensiva ma non  le cause degli scostamenti: quanti i nuovi ricoverati, quanti i dimessi e le cause delle dimissioni, quanti i decessi, quanti trasferiti dai reparti covid ai reparti ordinari;
    2. notizie circa i condoni fiscali, la rottamazione o le notifiche di cartelle: queste notizie vengono accolte da oche starnazzanti, le stesse che affermano che il sistema fiscale italiano è iniquo e che equiparano gli evasori totali, gli esportatori di danaro nero, coloro che acquistano immobili nelle aste giudiziarie o da privati in difficoltà per riciclare danaro nero con quell’esercito di teste di legno, di accertati che non hanno potuto giovarsi di un’ adeguata difesa dinanzi alle commissioni tributarie e dinanzi ai giudici dell’esecuzione, che non potendo pagare alcunché rischiano, come spesso accade, di perdere l’unico bene che posseggono la cui vendita all’asta li costringerà a vivere in strada; sono drammi che coinvolgono alcune categorie di lavoratori autonomi (in particolare commercianti ed artigiani) costretti a pagare una quota fissa di contributi previdenziali ed assistenziali anche se non producono reddito ed anche se la loro attività lavorativa è in fase di avviamento, mentre il datore di lavoro ed il lavoratore dipendente pagano solo se e quando il dipendente viene retribuito; coinvolgono solo in parte i professionisti chiamati a versare all’ordine di appartenenza una quota fissa per contributi previdenziali ed assistenziali ma hanno il diritto di addebitare al cliente soccombente spese documentate e non documentate ed una quota di contributi  da versare alla Cassa di Assistenza e Previdenza … e se il professionista non sarà pagato in tempi brevissimi inizierà una procedura esecutiva che nulla ha da invidiare a quelle tributarie.

    Spero che gli ordini professionali organizzino corsi da affidare a docenti specializzati nelle materie che i loro iscritti ignorano.  prof. Francesca LAURO

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