Quantcast

Piano di Sorrento, Don Pasquale Irolla: “L’Ascensione di Gesù ci invita a guardare il cielo”

Piano di Sorrento. Riportiamo la bellissima omelia di Don Pasquale Irolla dedicata alla festa dell’Ascensione di Gesù al cielo: «Ci sono giorni che ci vengono donati per sognare, per chiudere gli occhi e lasciarci trasportare dal mistero che ci invade e che celebriamo nell’Eucaristia. Giorni solenni in cui noi ancor di più spogliamo gli abiti mortali ed indossiamo la veste dell’eternità. Misteri della vita di Gesù che ci invitano ad andare oltre il tempo, ad affacciarci sull’eternità, sul nostro futuro, sul nostro destino.

L’Ascensione di Gesù è il futuro che ci attende come creature mortali destinate a essere glorificati anima e corpo. E’ il mistero che ci invita oggi a guardare il cielo, a stare con il naso all’insù, ad avvertire l’attrazione irresistibile del cielo, la forza ascensionale che vince la gravità del peccato, a contemplare il nostro corpo emanare luce, bagliori di santità. Il cielo è ascensione della materia, luce dei corpi, è risucchio di ogni essere vivente che è destinato ad ascendere e non precipitare, ad essere glorificato e non a cadere negli abissi dell’inferno. Ogni creatura ha come destino salire e non inciampare, seguire il capo che è Gesù seppur invisibile, avvertire dentro una grazia che ci rende leggeri, che illumina gli occhi, che è futuro per noi. Oltre il male, la lotta quotidiana, la mediocrità in cui siamo immersi, le difficoltà della vita a cui non sappiamo a volte porre mano.

L’Ascensione del Signore. Oggi questo mistero ci prende, ci rallegra come il lavarci il volto stamattina con il bacile di petali di fiori ed erbe profumate, carezza di gloria al nostro corpo, promessa di santità che già è vera, che già emana bagliori e che ci prende coinvolgendoci in una vita così bella che ci attende, che inizia già oggi, che sempre siamo invitati a scorgere oltre la scorza.

L’Ascensione del Signore celebra per noi anche la bellezza del vuoto, dell’assenza. Gesù dopo averci catechizzati, aver reso certa per noi la sua Risurrezione contro ogni tristezza, ogni lacrima, ogni morte che pur ci aggredisce. L’Ascensione del Signore, 40 giorni in cui Cristo Risorto ci ha scossi, ci ha invitati a non piangere ma a guardare alla Risurrezione e ci ha guidati per mano a riconoscerlo vivo e vero attorno a noi, nella vita quotidiana, nelle faccende di casa. Vivo in noi nei gemiti che emana. L’Ascensione del Signore, 40 giorni di luce in cui finalmente il Maestro parte, il Figlio incarnato rientra nella gloria, compie il suo ciclo vitale tra gli uomini ed ora nell’eternità ci attira indefettibilmente ancor più che in questa vita terrena.

L’Ascensione del Signore è il cielo che ci attira, è l’invito a cambiare residenza, a sentirci un po’ stranieri in questa vita perché la nostra dimora sarà per sempre l’eternità dove già possiamo abitare col cuore, con il desiderio, con l’amore. La nostra fragile umanità, così delicata, così imperfetta, ma così bella è nella gloria definitivamente e noi non possiamo non goderne ed avvertire che un po’ di paradiso, un po’ di gloria, un po’ di luce, qualche bagliore già emette il nostro corpo, i nostri occhi, pur nelle cicatrici, nelle rughe e nella cartina che il nostro corpo è su cui rintracciare la nostra storia.

Giungiamo a questo giorno allenati in forma spirituale ed il dolore non è l’ultima parola, è bellezza che si stende oggi in una maniera non perfetta ma che prepara la santità di domani. L’Ascensione del Signore invita a stare con la testa tra le nuvole sempre e per sempre così che nessun inciampo, nessun peccato, nessuna morte, nessuna divisione o incomprensione possa distogliere l’attenzione dell’anima al cielo. Mentre noi passeggiamo in questa vita e ci sembra di affondare, di perderci, di navigare a vista, di perdere l’orientamento, in realtà dall’altro ci attira indefettibilmente il Cristo glorioso, la sua Ascensione che già eleva i nostri cuori in questa Eucarestia ed è anticipo di eternità».

Commenti

Translate »