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Omicidio ad Avellino, il vescovo Mons. Arturo Aiello, ex parroco a Piano di Sorrento: “Violenza domestica molto diffusa”

“L'emergenza Covid-19 ha creato tanta paura e tensione”

Avellino. Il vescovo Mons. Arturo Aiello, per tanti anni parroco a Piano di Sorrento, torna a parlare della tragica vicenda accaduta nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 aprile quando il 23enne Giovanni Limata ha ucciso il 53enne Aldo Gioia, padre della fidanzata 18enne Elena Gioia. Ecco le parole di Mons. Aiello: «Sta succedendo quello che credo succede dovunque: l’emergenza Covid-19 ha messo a nudo tante povertà ed ha creato anche tanta paura, tanta tensione che, in questo momento, tende ad esplodere. Finora è stata in qualche maniera gestita con un certo equilibrio. Ovviamente non ci aspettiamo che esploda in tanti eventi delittuosi ma questi eventi sono una cifra di ciò che riguarda la parte sommersa, sono la punta dell’iceberg di un disagio che è generale ed a cui dovremmo fare attenzione, anche sul piano psichico.

Tante coppie, già in difficoltà, giovani e non, sono state costrette ad una coabitazione coatta, senza avere possibilità di esprimersi, di distrarsi anche in altri ambiti. E quindi tutta l’aggressività è rimasta nella gabbia dell’appartamento, diventando anche occasione di violenza. Tra l’altro, la violenza domestica è più diffusa di quanto si creda. Questi sono eventi purtroppo all’onore della cronaca. Ma poi c’è tutta una serie di piccole violenze domestiche molto in aumento, quindi dovremmo fare attenzione anche a questo.

Le parrocchie ed i sacerdoti sono delle postazioni sul territorio, più di quanto non si pensi, in maniera più incisiva ed anche più accogliente di quanto non emerga e quindi sono come dei ricettori rispetto ai disagi, rispetto alle tensioni, rispetto all’emergenza economica che rischia di diventare più grave di quella sanitaria. Bisogna sempre tenere una porta aperta al dialogo. Quello che in qualsiasi crisi di coppia, anche nel rapporto genitori-figli, diventa salutare è tradurre le emozioni in parole, raccontarsi all’altro e, se non è possibile, raccontarsi ad altri. Tutto quello che rimane dentro tende ad implodere e ad esplodere».

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