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Mia Martini, 26 anni senza di lei ma la sua voce non morirà mai

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Sono trascorsi 26 anni dalla morte di Domenica Rita Adriana Berté, divenuta famosa con il suo nome d’arte Mia Martini, ma conosciuta da tutti affettuosamente come Mimì. La cantante morì prematuramente all’età di 47 anni mentre era da sola nella sua casa di Cardano al Campo in provincia di Varese. Era il 12 maggio 1995 e, dopo alcuni giorni di latitanza della cantante, il suo manager richiese l’intervento delle forze dell’ordine. I vigili del fuoco sfondarono la porta dell’appartamento di Mia Martini e la trovarono stesa sul letto, priva di vita, con le cuffie del walkman poggiate sulle orecchie e, come dissero all’epoca, con un’espressione serena sul volto.

La Procura di Busto Arsizio aprì un’inchiesta e dispose l’autopsia sul corpo di Mia Martini. Il referto non lasciò dubbi, la causa della morte fu un arresto cardiaco da overdose di stupefacenti, cocaina.

La sorella Loredana Bertè ha sempre raccontato che il giorno della morte di Mimì aveva ricevuto delle telefonate, ma non aveva risposto e di questa non si è mai perdonata: “Molti anni fa mia sorella Mimì mi regalò uno dei primi telefoni cellulari. Il motivo del regalo era strettamente legato alla voglia di sentirmi più spesso ma io, senza un perché, lo buttai. Tempo dopo, il telefono di casa iniziò a squillare ma non risposi. Quella sera morì Mimì e io rimarrò sempre con il dubbio di aver perso la telefonata della vita”.

Quel 12 maggio di 26 anni fa la musica italiana ha perso una delle sue voci più belle, profonda e graffiante allo stesso tempo. Le sue canzoni hanno fatto sognare e continuano a far sognare perché la grandezza di un vero artista, come Mia Martini, è quella di riuscire a sopravvivere alla morte con le proprie opere. Tra le sue canzoni più belle ricordiamo “Minuetto”, “Piccolo Uomo”, “Almeno tu nell’universo”, “E non finisce mica il cielo”, quest’ultima scritta per lei da Ivano Fossati che è stato il suo grande amore.

Ma la sua bravura non è bastata a farle vivere una vita serena perché la sua carriera è stata offuscata ed osteggiata dalle malelingue, da chi l’aveva etichettata come una portatrice di sventura allontanandola per molto tempo dal palcoscenico. Un dolore che lei ha sempre affrontato a testa alta ma che l’ha comunque segnata tantissimo.

Ma, dopo il periodo buio, nel 1989 torna a calcare le scene partecipando al Festival di Sanremo con il brano “Almeno tu nell’universo” che segna il suo grande ritorno musicale.

Ancora oggi, dopo 26 anni, le sue canzoni continuano a parlare di lei e resteranno per sempre tra le più belle della musica italiana. La sua voce continua a far emozionare ed a regalare brividi e commozione. Quel 12 maggio 1995 la sua voce non si è spenta con lei ma continua ad urlare ed a parlarci di una donna e di un’artista straordinaria.

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