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Maiori. Gerardo Russomando, Ribellarsi si, ma a chi? Su Fedez: “Per soldi ha tentato di far diventar legge una semplice opinione”

Pubblichiamo di seguito la riflessione di Gerardo Russomando. L’ex assessore al comune di Maiori non si è risparmiato neppure sulla vicenda Fedez, che ha definito come “un cantante che, per soldi, nella televisione pubblica, ha fatto un comizio per tentare di far diventare legge una semplice opinione e reati tutte le altre opinioni”.

Di seguito la riflessione di Russomando.

Ribellarsi si, ma a chi?

Salvatore Della Pace alle ultime elezioni comunali, a settembre dell’anno scorso, quando iniziava i comizi amava ripetere “ …compagni e compagne”.

Senza alcun dubbio, lui è la storia del partito comunista a Maiori.

Io lo vidi per la prima volta nell’estate del 1978 ad una riunione di Sindaci in Prefettura sull’emergenza rifiuti (io, appena diciottenne, rappresentavo il Sindaco di Giffoni Casali e lui quello di Maiori).

Nell’ultimo post da lui scritto mi ha colpito molto l’invocazione che ha fatto al diritto a ribellarsi, “ribellarci è giusto”.

Stava parlando del depuratore e, però, ahimè, continua a dimenticare che il padre vero di questo progetto è il già comunista Vincenzo De Luca votato in maniera plebiscitaria nel nostro Comune, sempre a settembre.

Ma l’altra cosa che mi ha colpito è il silenzio sul primo maggio.

Nella storia comunista è una data fondamentale: si ricorda innanzitutto il sangue innocente versato a Portellla delle ginestre da 11 contadini veri che si guadagnavano il pane con il sudore della fronte.

Oggi, invece, anche a Maiori mi sono dovuto sorbire le prediche di tanti post comunisti a difesa di un cantante che, per soldi, nella televisione pubblica, ha fatto un comizio per tentare di far diventare legge una semplice opinione e reati tutte le altre opinioni.

E mi sono ricordato di Enrico Berlinguer quando, attaccando Jean-Paul Sartre, lo definì «un degenerato lacchè dell’imperialismo, che si compiace della pederastia e dell’onanismo» (Filippo Maria Battaglia “Ho molti amici gay” Bollate Boringhieri).

Ecco, io direi che forse anche a sinistra sia venuto il tempo di fare qualche riflessione su che direzione si vuole prendere.

Sia chiaro, non contesto il diritto a ribellarsi.

Ma se ribellarsi, per evitare di estinguerci, fosse oggi, per esempio, semplicemente sposarsi e fare tanti figli come i nostri nonni?

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