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Libertà di Stampa, i giornalisti ricordati nel Giardino dei Giusti

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    Libertà di Stampa, i giornalisti ricordati nel Giardino dei Giusti C’è Anna Politkovskaja, assassinata a Mosca nel 2006 per aver denunciato i massacri di civili in Cecenia. C’è Liu Xiaobo, autore del manifesto per la democrazia politica in Cina Carta 08, che ha ricevuto il Nobel per la pace. C’è Raif Badawi, il blogger saudita condannato nel 2014 a mille frustate per aver difeso il dialogo tra fedi e culture diverse. E ci sono Samir Kassir, il giornalista libanese ucciso nel 2005 per essersi schierato dalla parte della libertà di espressione, e Hrant Dink che la vita, invece, l’ha perduta a Instanbul per aver parlato del genocidio del popolo armeno in Turchia. Sono i Giusti dell’informazione. Negli anni, sono stati onorati nel Giardino del parco del Monte Stella. E oggi, è anche attraverso le loro storie e le loro voci che vivono e parlano attraverso i cippi disseminati nel verde, che l’associazione Gariwo vuole celebrare la Giornata mondiale della libertà di stampa dedicata quest’anno dall’Unesco all’informazione come bene pubblico.

    Per capire quanto la libertà di stampa sia ancora un diritto negato in troppe parti del mondo, basterebbero i dati di Reporter senza frontiere: dall’inizio del 2021, otto giornalisti e quattro operatori sono stati uccisi. E, nel 2020, le vittime tra i reporter sono state 50. Morti per la sola colpa di voler raccontare. Come è accaduto appena qualche giorno fa, ricordano da Gariwo, a due giornalisti spagnoli, David Beriain e Roberto Fraile, ammazzati in Burkina Faso durante un attacco jihadista insieme all’ambientalista irlandese Rory Young: stavano lavorando a un documentario sul bracconaggio. Anche loro, Giusti dell’informazione. Come coloro che sono già ricordati al Monte Stella. Ed è proprio con una cerimonia al Giardino dei Giusti di tutto il mondo, a cui Gariwo ha invitato i direttori delle testate giornalistiche italiane e i rappresentanti della stampa estera a Milano, che questa mattina verrà reso omaggio a chi è stato privato della libertà o ha perso la vita per riferire la realtà.

    Piazza Duca d’Aosta a Milano, la piazza davanti alla Stazione Centrale, ricoperta da 75 mila pagine di quotidiani, 700 metri quadri di fogli di giornale e un titolo: “Sarà vero?”. E’ l’installazione in occasione della Giornata Mondiale per la libertà di Stampa (il 3 maggio) del collettivo artistico PXLs, che ricorda come secondo il rapporto annuale di Reporter Senza Frontiere, in oltre 130 Paesi nel mondo l’esercizio del giornalismo “vaccino principale” contro la disinformazione è “totalmente o parzialmente bloccato”. In questo scenario l’Italia si classifica al 41° posto, ultima in Europa. L’opera, che poi resterà visibile e “calpestabile” fino al 7 maggio in versione ridotta nell’atrio della Stazione Centrale, “non è una provocazione – spiega Blu-PXLs, portavoce del collettivo PXLs – ma un invito a riflettere su quello che leggiamo e su come le informazioni ci raggiungono, in modo sempre più pervasivo. Nessun lettore di giornale si domanda abitualmente dove stia la verità. Anche quando le notizie, come questa nostra opera, vengono manipolate, ignorate o calpestate”. L’installazione è stata realizzata grazie al supporto di Grandi Stazioni Retail. Finita l’esposizione, l’installazione sarà tagliata per ricavarne delle tele, che saranno arricchite da messaggi e riflessioni sul ruolo del giornalismo e della libertà di stampa da giornalisti come il direttore della Stampa Massimo Giannini e il giornalista e scrittore Gianluigi Nuzzi. I quadri saranno poi messi in vendita e il ricavato devoluto la PXLs a favore di Reporter Senza Frontiere. (Tutte le foto sono di Aldo Amoretti)

    “Un modo – dicono – anche per manifestare sostegno a chi ogni giorno è impegnato nel difficile compito di informare e per riflettere sulla libertà di espressione”. La cerimonia privata si è svolta nell’anfiteatro Ulianova Radice con gli interventi del presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolè, del presidente della Fondazione Gariwo – la foresta dei Giusti Gabiele Nissim e del presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia Alessandro Galimberti. Poi, la visita tra i viali del Giardino accompagnati dalle testimonianze di Paolo Pobbiati, Antonio Ferrari, Pietro Kuciukian e Anna Zafesova.

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