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LE RELIQUIE DI SAN CATALDO. I MANOSCRITTI DELL’ARCHIVIO CAPITOLARE DELL’EX CATTEDRALE DI MASSA LUBRENSE

Credevamo di sapere tutto intorno a San Cataldo, invece gli archivi ci offrono e vengono incontro sempre con qualche cosa di nuovo. Questo bel volume edito per i tipi di Con Fine, autore Angelo Grieco  e curato da Saverio Casa e Andrea Fienga, apporta un ulteriore tassello alla conoscenza della storia e delle tradizioni.  In copertina il busto di San Cataldo, che è datato al 1703 e porta il punzone consolare di Giuseppe Cangiani.

Per meglio conoscere la filologia della nascita di questo libro, articolata in ricerca , occasione , coincidenza ,passione e archivi raggiungiamo per una intervista in anteprima esclusiva uno dei due curatori  del volume, Andrea Fienga. Ricordiamo l’essere avvezzo del dott. Fienga agli archivi e al loro potenziale, quelli di famiglia, quelli del Museo Correale e quelli di META 200, (ahimè , interrotto dal covid). Egli con cortesia ci racconta l’incredibile storia di questo felice e importante ritrovamento:

Nel riordino dell’archivio di famiglia  (la famiglia Fienga è antica e nobile n.d.r.)  mi sono imbattuto in un plico con documentazione riguardante San Cataldo. All’interno è presente un fascicolo con copertina di cartone con su scritto “Copia dei manoscritti riguardanti le insigni reliquie di San Cataldo – A. D. 1945”. Incuriositomi, vista la mia passione per la storia locale, ho iniziato a sfogliare questi documenti scoprendo di essermi imbattuto in un altro “lavoro” di don Angelo Grieco, grande amico di mio padre.(Antonino Avv).  Nei trentuno fogli battuti a macchina sono fedelmente riportati i tre antichi manoscritti riguardanti le reliquie di San Cataldo, conservate nella ex Cattedrale di Massa Lubrense e da dove si scopre che una di esse sia stata donata dal Vescovo di Taranto, città il cui Patrono coincide con quello di Massa Lubrense.

Parlandone poi con l’amico don Saverio, immediatamente, mi ha convinto a divulgare questi documenti, mai pubblicati da nessuno, anche per non rendere vano il lavoro di don Angelo che, nella sua premessa ai manoscritti, ci spiega che ha deciso di trascriverli per conservarli, qualora per diverse ragioni gli originali dovessero deteriorarsi e rendersi illeggibili o smarrirsi e rendere più facile la lettura a chi non fosse avvezzo alla calligrafia “antica”.

E’ questo, pertanto, lo spirito che ci ha animati quello di divulgare e far conoscere i documenti da cui si traggono le notizie sulle reliquie del Patrono di Massa Lubrense.

Il ringraziamento mio e di don Saverio va, in particolare, a mons. Marco Gerardo, Canonico tesoriere della Cattedrale di Taranto, che ha voluto impreziosire questa piccola pubblicazione con un suo contributo, a don Gennaro Boiano, Parroco di Massa Lubrense per la disponibilità, all’amico  Gian Carlo Russo, ad Angelo La Via, Renata Manzo e a quanti ci hanno dato il loro sostegno.

Non posso però esimermi dal ringraziare mia moglie Clemenzia e la nostra piccola Edvige, per il loro supporto e la loro vicinanza in qualsiasi iniziativa intraprenda.

Meta, 21/4/2021  Andrea Fienga

Generico maggio 2021

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