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Le buone nocciole campane per il cioccolato o il torrone.

La Campania è la regione produttrice italiana per eccellenza di nocciole e si preoccupa per l’andamento della buona produzione, con progetti migliorativi. Uno di questi è curato dalla nostra concittadina prof Michelina Ruocco, la quale in una cortese intervista ci ha raccontato le procedure per il controllo biologico senza veleni per il terreno, citando l’esempio applicativo in una grossa azienda del casertano.
Generico maggio 2021
Generico maggio 2021
Generico maggio 2021

Progetto TESTIMONE: TEcniche di geSTIone e MOnitoraggio dei Noccioleti per l’Ecosostenibilità della pratica agronomica, finanziato dalla Regione Campaania nell’ambito del PSR CAMPANIA 2014 – 2020 – MISURA 19 –Sviluppo locale di tipo partecipativo GAL Alto Casertano sotto la responsabilità scientifica della Dott.ssa Michelina Ruocco dell’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante.

L’azienda capofila è l’Azienda Agricola Antica Rufrae srl che dal 1998 produce nocciole con il metodo biologico ed è sempre alla ricerca di nuovi metodi e macchinari per il miglioramento della gestione aziendale. Il CNR IPSP svolgerà ruolo di messa a punto dei protocolli e di controllo e monitoraggio delle attività di campo per quanto attiene alle tecniche di controllo biologico integrato.

 Obiettivo realizzativo: applicare il protocollo colturale di sostenibilità nei noccioleti per migliorare la qualità ambientale del prodotto finale e la sostenibilità ecologica della pratica agricola. IlCNR IPSP si occuperà dei monitoraggi ambientali ed agronomici e si individueranno le tempistiche idonee all’esecuzione dei diversi interventi colturali. Nel periodo compreso fra Novembre e Gennaio si provvederà a seminare le specie erbacee nelle interfile del noccioleto per procedere all’inerbimento controllato con l’obiettivo di migliorare le caratteristiche chimico-fisiche del suolo. Grazie al miscuglio con le leguminose si prevede di sfruttare la simbiosi con i batteri rizobi azotofissatori al fine di ridurre l’impiego di fertilizzanti sfruttando la capacità dei microbi di fissare l’azoto. Si stima che grazie alla fioritura delle specie si potrà incentivare l’attività degli insetti pronubi, ed a creare un ambiente favorevole all’insediarsi di biocenosi in equilibrio grazie alla presenza di eventuali parassitoidi e predatori degli insetti dannosi per la coltura.

Fertilità del terreno e monitoraggio della fioritura saranno svolti nella fase invernale per verificare le condizioni in cui operare interventi di correzione della fertilità ed incentivare una maggiore fioritura. In questa fase si terrà conto dei parametri ambientali, che incidono particolarmente sulla impollinazione. La valutazione sarà fatta per i parametri di umidità ed evapotraspirazione per verificare (secondo anno) l’incidenza del clima sulla produzione media per ettaro.

Le condizioni dello stato fitosanitario del noccioleto saranno verificate grazie all’impiego del sistema di monitoraggio climatico OPI Green di Evja. Le metriche ambientali serviranno per interpolare i dati con l’insorgenza delle principali malattie batteriche e fungine ed intervenire in modo tempestivo impiegando prodotti preventivi (estratti vegetali, argille micronizzate, e microrganismi benefici) in modo da ridurre a zero l’impiego di agrofarmaci sintetici nel rispetto del protocollo di ecosostenibilità totale.

RISULTATI ATTESI

Miglioramento della fertilità del suolo

Miglioramento della produttività media per ettaro

Significativa o quasi totale riduzione dei residui di agrofarmaci rispetto alle tecniche di coltivazione integrata

INDICATORI

Analisi del suolo per verificare il contenuto di azoto organico e rapporto C/N

Percentuale di infezione radicale da rizobi simbionti

Calcolo della resa produttiva media per ettaro in confronto ad una strategia integrata

Panel test sul prodotto finale

Monitoraggio ambientale:

SUOLO: Campionamento preventivo e successivo all’applicazione del protocollo sperimentale per la valutazione dei parametri chimico fisici del suolo e valutazione dei mutamenti.

CLIMA: Raccolta dei dati rilevati mediante sistema di supporto decisionale OPI di EVJA. I dati saranno correlati con i dati dei rilievi fitopatologici con quelli della produttività. Possibile elaborazione di modelli fitopatologici.

Valutazione della qualità organolettica del prodotto finale in confronto al testimone.

Valutazione dei residui di agrofarmaci fra protocollo ecosostenibile e testimone aziendale.

Valutazione dell’andamento delle comunità microbiche del suolo e del rizoplano mediante tecniche di analisi metagenomica.

Valutazione dell’andamento dell’avifauna utile.

RISULTATI ATTESI: Miglioramento delle caratteristiche chimico-fisiche del suolo ed aumento della biodiversità microbica ambientale; riduzione dell’impatto di agrofarmaci convenzionali e ridotto input in ambiente di sostanze xenobiotiche; miglioramento delle caratteristiche organolettiche e di sicurezza del prodotto finale; riduzione dell’impatto ambientale.

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