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KO turismo: 1 dipendente su 4 ha perso il lavoro

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KO turismo: 1 dipendente su 4 ha perso il lavoro. A fornirci tutti i dettagli è Vincenzo Lamberti in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Metropolis. Da opportunità a iattura. Da mondo dorato a settore in emergenza.

La crisi del turismo causata dalla pandemia, dopo anni di crescita, ha avuto enormi ripercussioni sui lavoratori passati dalla cifra record di 1,3 milioni del 2019 ai soli 953 mila del 2020. In un solo anno è come se si fosse tornati indietro di una decade, si è tornati infatti al numero di occupati del 2011. Nel 2020 un dipendente del turismo su quattro ha perso la propria occupazione. Il calo peggiore ha riguardato chi aveva contratti a tempo determinato o stagionali: tra questi uno su tre ha perso il lavoro. Sono i numeri, impietosi, che emergono da uno studio realizzato da Federalberghi e Fipe in partnership con l’Ente Bilaterale Nazionale per il Turismo).

La crisi – secondo lo studio che si basa sui dati dell’Inps – ha colpito maggiormente le donne (183 mila occupate in meno rispetto al 2019), i giovani e gli stranieri: infatti, queste ultime due categorie hanno visto ridursi l’occupazione del 30% e le giornate lavorate del 40%. E se si considerano i numeri della provincia di Napoli quella cifra potrebbe addirittura salire.

“Sappiamo – dice l’Ebnt – che per sostenere l’occupazione è già stato fatto tanto: basti pensare che da aprile 2020 a febbraio 2021, sono state autorizzate 55 milioni di ore di cassa integrazione in media al mese solo per alberghi e ristoranti, ma l’intero settore turistico chiede al Governo di agire in fretta per evitare che il 2021 aggravi ulteriormente la situazione. La stagione invernale e le vacanze pasquali sono completamente saltate. Il calendario ha cancellato anche i ponti primaverili. Speriamo che l’estate sia il momento buono per ripartire, ma senza il sostegno del Governo le imprese turistiche non arriveranno alla tanto agognata meta”. Secondo l’Ente bilaterale del turismo bisogna agire sin da subito incrementando i sostegni finanziari alle imprese e vaccinando i dipendenti, in modo da essere più attrattivi sul mercato. “Apprezziamo – continua – la possibilità di muoversi per turismo dal 26 aprile tra regioni gialle e negli altri casi per chi ottenga il pass attestante l’avvenuta vaccinazione, l’esecuzione di un test Covid negativo o la guarigione dal Covid. L’iniziativa è particolarmente importante perché fare turismo è già sicuro: le nostre imprese seguono i protocolli previsti. Dare la precedenza nella vaccinazione ai nostri lavoratori – conclude – vorrebbe dire incentivare la prossima stagione turistica”.

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