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Il mare, una risorsa che non deve trasformarsi in terreno di scontro politico

Il mare, una risorsa che non deve trasformarsi in terreno di scontro politico

Riceviamo e pubblichiamo . C’è una legge non scritta a cui ogni “personaggio pubblico”, soprattutto in campo politico, dovrebbe scrupolosamente attenersi. Quella del contraddittorio, perché le critiche sono il sale della vita politica. Non esistono, infatti, amministratori perfetti, infallibili, per cui abbiamo letto con una certa dose di disappunto le esternazioni che Lucio Cacace, presidente dell’Area Marina Protetta “Punta della Campanella”, ha affidato al suo profilo Facebook. Ha usato un particolare “stato” sul social, cioè sono “infastidito”. Ma perché? Noi di Insieme per Massa Lubrense non abbiamo peccato di “lesa maestà”, abbiamo solo fatto un’analisi lucida e puntuale dello stato, pietoso, in cui versa il nostro Comune. Inoltre ci pare ingeneroso quanto ha scritto Lucio Cacace, soprattutto perché i fatti sembrano clamorosamente smentirlo. Sul “Mattino” del 6 maggio 2021, a firma di Massimiliano d’Esposito, è stato pubblicato un interessante articolo dedicato alle bandiere blu che sventoleranno, la prossima estate, sulle spiagge della Penisola Sorrentina. Ebbene, Crapolla, San Montano e Marina Lobra saranno escluse dal novero delle spiagge dall’acqua cristallina, proprio a causa dei rilievi Arpac delle scorse settimane. Non si poteva evitare?

Perciò, nel puro spirito costruttivo e senza ulteriori polemiche, noi di Insieme per Massa Lubrense abbiamo indirizzato al presidente dell’AMP una lettera, i cui contenuti sono uno sprone a fare meglio nell’interesse di Massa Lubrense e dei massesi. La condividiamo con tutti voi per lo spirito di servizio e di collaborazione che ci ha sempre contraddistinto e sempre ci contraddistinguerà.

Egregio Presidente,

evitando di fare polemica ma riscontrando quanto da Lei evidenziato nella Sua nota è bene far chiarezza prima di tutto su cosa sono i parametri microbiologici enterococchi intestinali e escherichia coli che la normativa impone di considerare per valutare la balneabilità delle acque, in quanto indicatori di contaminazione fecale.

L’Escherichia coli e gli Enterococchi sono batteri che si trovano normalmente nell’intestino, e quindi nelle feci, degli esseri umani.

Requisiti di qualità per la balneabilità

Parametri

Corpi idrici

Valori limite

Enterococchi intestinali

Acque costiere e di transizione

200 n*/100 ml

Escherichia coli

Acque costiere e di transizione

500 n*/100 ml

(*) n = UFC (Unità Formanti Colonie) o MPN (Numero Più Probabile).

Gli Enterococchi intestinali sono batteri che si trovano normalmente nell’intestino umano e che, nei ceppi più pericolosi, possono causare crampi, diarrea, febbre e vomito, in particolare a pazienti anziani o debilitati.

L’Escherichia coli è un batterio che si trova normalmente anch’esso nell’intestino degli esseri umani. I suoi filamenti sono normalmente inoffensivi, ma alcune varietà possono causare malattie anche gravi. Generalmente si prendono questi batteri consumando cibi crudi contaminati, ma è possibile anche la trasmissione via acqua, se questa è contaminata ad esempio da feci infette. Causano normalmente crampi e diarrea ma possono comportare anche febbre e vomito. Il periodo di incubazione è tra i 3 e gli 8 giorni e, normalmente, in 10 giorni al massimo si guarisce.

Al di là delle loro caratteristiche mediche, di per sé non particolarmente preoccupanti, questi due batteri vengono utilizzati come parametri per stabilire la qualità idrica. Se vengono sorpassati determinati livelli di concentrazione nelle acque, questo viene ritenuto una “spia” di una situazione di inquinamento potenzialmente pericolosa e scattano i divieti.

Precisato quanto sopra, facilmente riscontrabile in rete, auspichiamo tutti, come da Lei evidenziato, che “presto tutto rientrerà nei parametri perché gli sforamenti si sono verificati perché i prelievi sono stati effettuati a ridosso di giornate di pioggia (e sappiamo tutti quanto questo possa incidere)”.

Ora la domanda sorge spontanea: Dobbiamo quindi sperare che non piova mai?

Inoltre Lei afferma che “l’Area Marina Protetta, pur non avendo competenze e responsabilità dirette nel controllo e nella gestione della depurazione delle acque … “cosa verissima ma per la Tutela Ambientale lo è preposta, quindi forse un monitoraggio serrato (oltre ai prelievi da Lei citati) cercando di individuare a monte quei siti che generano inquinamento quando piove sarebbe un’attività produttiva per le acque che ricadono in Area Marina Protetta oltre che nel Comune di Massa Lubrense.

Un’altra affermazione da Lei esternata, la quale ci lascia perplessi, è: “Marina della Lobra, invece, i valori sono stati più alti, ma va sottolineato che i prelievi sono stati effettuati a ridosso dell’area portuale”, anche qui qualche domanda sorge spontanea: ma perché a Marina Lobra è accettabile l’inquinamento? Ma Marina Lobra è esclusa dal perimetro dell’AMP?

Andiamo quindi a vedere la normativa.

La tutela dei bagnanti da parte della Ue

La “direttiva balneazione” è un atto legislativo dell’Unione europea che ha imposto agli Stati membri di adottare le misure necessarie per garantire la salute dei bagnanti. Ed è stata recepita in Italia stabilendo che i criteri su cui valutare la qualità delle acque siano due: la presenza al di sopra di certe soglie di Escherichia coli e di Enterococchi intestinali.

Il decreto ministeriale ha stabilito in particolare che la soglia sia fissata a 200 cfu (colony forming units) per 100 millilitri di acqua marina per gli Enterococchi intestinali e 500 cfu per 100 ml per l’Escherichia coli.

Le rilevazioni devono essere, durante la stagione balneare, almeno mensili. I comuni stabiliscono in ogni caso un calendario prima dell’inizio della stagione. Gli Stati sono obbligati a comunicare i risultati delle analisi entro il 31 dicembre alla Commissione europea, che elabora attraverso l’Agenzia europea dell’ambiente ogni anno un report sia per l’Unione che per i singoli Paesi.

In questo modo vengono classificati i luoghi di balneazione, in base alla qualità delle acque, secondo una scala che va da “eccellente” a “scarsa”, passando per “buona” e “sufficiente”. Le spiagge dove non si può fare il bagno sono quelle dove la qualità dell’acqua è “scarsa”. Se la situazione di inquinamento viene registrata per cinque anni di fila, il divieto diventa permanente finché l’area non viene bonificata.

Come risulta dal rapporto dell’Agenzia europa dell’ambiente per il 2019, in Italia sono 89 i punti dove è in vigore il divieto di balneazione, la maggior parte dei quali sono situati alle foci dei fiumi, sui lungomare cittadini, in prossimità di zone portuali (il Ministero della Salute ha un portale dove è possibile controllare la situazione di ogni spiaggia d’Italia inserendo il nome del comune). Questi 89 punti rappresentano l’1,6% del totale.

Possiamo citare ad esempio la zona industriale di Pozzuoli, il lungomare di Reggio Calabria e il porto di Gioia Tauro.

A livello generale, in Italia ben il 90% delle acque balneabili ha una qualità “eccellente”, il 5% “buona”, il 2,1% “sufficiente” e l’1,2% “non classificato”.

Sicuramente, le recenti decisioni che hanno interessato la costa di Massa Lubrense sono di carattere temporaneo: non si tratta cioè di siti dove sia normalmente in vigore un divieto generale per l’anno in corso. Se le prossime rilevazioni daranno esiti positivi, i divieti infatti verranno meno.

Ma nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, patrimonio di incommensurabile bellezza vogliamo che i valori devono essere portati ampiamente al di sotto dei valori limite in modo da rendere sempre più affascinante e sostenibile la balneazione, il diporto, le attività sportive e quelle economiche che rendono unico il nostro territorio e danno lavoro a tante famiglie che in questo periodo di pandemia stanno soffrendo crisi e preoccupazione.

Egregio Presidente, augurandole buon lavoro, essendo anche consapevoli che il Suo ruolo è tutt’altro che semplice anche perché non ancora dotato di struttura tecnica con un Responsabile di Riserva, salutiamo cordialmente convenendo con Lei che:

L’ Area Marina Protetta, che non deve essere un terreno di scontro politico ma un bene comune da tutelare insieme”

Cordiali saluti

L’Associazione Insieme per Massa Lubrense

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