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Il giornalista Angelo Forgione: “Il Mottarone come il Faito: avidità colpevole”

Riportiamo l’interessante intervento del giornalista Angelo Forgione sulla tragedia della funivia Stresa-Mottarone, pubblicato sulla sua pagina Facebook: «C’è spesso un errore umano o una scelta criminale dietro un disastro come quello della funivia Stresa-Mottarone. Da un mese e mezzo persisteva un’anomalia ai freni dell’impianto. E viene fuori che tra le pinze del freno di emergenza era stato inserito un divaricatore, di quelli che si usano durante gli interventi di manutenzione per neutralizzare la frenata di sicurezza. Scelta scellerata per evitare l’interruzione del servizio, cioè degli incassi, e far funzionare un impianto difettoso, sostengono gli inquirenti.

Quando, a Ferragosto del 1960, una cabina della funivia del monte Faito cadde sui binari ferroviari a poche decine di metri dalla stazione bassa di Castellammare di Stabia, mietendo quattro vittime, la colpa fu del direttore dell’esercizio che ordinò al manovratore di disattivare il limitatore di velocità per consentire un maggior numero di corse durante una giornata festiva di grande afflusso. Quel macchinista fuggì subito dopo la tragedia, risultando irreperibile per diversi giorni.

Non si può morire mentre si gode di panorami magnifici, per la negligenza, l’imperizia, l’imprudenza e l’avidità altrui».

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