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Il dramma degli ospedali in Penisola Sorrentina: pronta la rivolta

Il dramma degli ospedali in Penisola Sorrentina: pronta la rivolta. A fornirci tutti i dettagli è Salvatore Dare in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Metropolis. «Giù le mani dagli ospedali, la penisola sorrentina ha bisogno di una sanità migliore, efficiente, al passo con i tempi, non più promesse ma certezze. Basta con i proclami e le promesse non mantenute».

Tanto tuonò che piovve. Dopo mesi di incontri e contatti tra associazioni, movimenti civici, amministrazioni, parrocchie e operatori sanitari, arriva la rottura. E’ quella che vede l’Asl Napoli 3 Sud finire sotto accusa con la decisione di scendere in piazza e protestare. Perché in penisola sorrentina le emergenze non si fermano, specialmente nelle corsie, dove a fronte di carenze di organico e strutturali, il personale – comprendendo medici, infermieri, oss e tutti gli attori del settore sanitario – cerca sempre e comunque di dare più del massimo per essere in prima linea a disposizione della gente. Gente comune che non ne può più: ecco perché il coordinatore del movimento civico “Conta anche tu” di Sorrento, Francesco Gargiulo, rilancia la crociata per ottenere una sanità migliore. Sabato mattina alle 9, dinanzi l’ospedale Santa Maria della Misericordia, è confermata quindi la mobilitazione popolare che vedrà in campo anche altre associazioni del territorio (Cub, Vas, Cisal e il movimento “I cittadini contro le mafie e la corruzione”).

Di recente le carenze sono aumentate. Mentre da mesi rimane chiuso il pronto soccorso dell’ospedale di Vico Equense, è stato già denunciato che proprio per la mancanza di anestesisti si sta rischiando la sospensione degli interventi di alcuni pazienti di Ortopedia, fiore all’occhiello della sanità pubblica in penisola sorrentina e non solo. Per non parlare dell’assenza di un punto per l’elisoccorso (bisogna usare il terreno di gioco del campo Italia), le difficoltà per evitare problemi nella gestione del reparto di Rianimazione e l’atavica chiusura del dipartimento materno-infantile (a Sorrento ormai non si nasce da decenni).

«Bisogna dimostrare alle autorità che i sorrentini e tutti gli abitanti della penisola non sono soddisfatti dell’assistenza sanitaria che rappresenta una cosa assolutamente indispensabile. Chi ci governa deve sapere che la penisola non può più aspettare le tante promesse che tutti fanno e nessuno mantiene» è il monito di Gargiulo. Da capire cosa faranno i sindaci, se parteciperanno o meno all’iniziativa del prossimo fine settimana.

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