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Housing Sociale di Sant’Agnello, la perizia di Oliviero che accusa, la precisazione del M5S su sfiducia a Sagristani e le mosse della difesa video

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Housing Sociale di Sant’Agnello, la perizia di Oliviero che accusa, la richiesta del M5S e la richiesta di dissequestro in Cassazione. Tiene ancora banco la vicenda dell’inchiesta sull’Housing Sociale da Sorrento a Castellammare di Stabia e Napoli , in Campania è la vicenda urbanistico giudiziaria più seguita. L’argomento del giorno è la  perizia che nei contenuti e nei termini utilizzati nello scritto, non lascerebbe spazio a dubbio alcuno, quella stilata dall’architetto Ciro Oliviero, consulente della Procura di Torre Annunziata . Ampi stralci del documento di 112 pagine – su cui si innestano le accuse di abuso d’ufficio, falso e lottizzazione abusiva – è che alla base dell’inchiesta (pm Andreana Ambrosino) sull’housing sociale, sono stati pubblicati in esclusiva dal Fatto Quotidiano nell’articolo a firma di Vincenzo Iurillo, un articolo che si può leggere integralmente cliccando sul sito Il Fatto Quotidiano abbonandosi allo stesso. .

Housing sociale

Dunque l’Housing Sociale è il principale argomento politico e giudiziario della Penisola sorrentina , anche se non tutti i giornali ne parlano assiduamente, sicuramente Il Fatto Quotidiano , come al solito, ha fatto l’approfondimento giudiziario migliore con gli atti. Positanonews, che si occupa maggiormente di cronaca, diede in anteprima la notizia dell’avviso anche al sindaco Sagristani, che era la notizia di rilievo maggiore dal sequestro avvenuto un anno e mezzo fa.

L’inchiesta, come taglio giornalistico,  era stata portata avanti prima di tutti, e prima ancora del sequestro della Procura, dal Talepiano di Johnny Pollio  che, quando tutti esaltavano l’operazione, è stato l’unico a denunciare tante incongruenze, fra queste le graduatorie e i costi delle case non proprio popolari, sentendo la voce di esclusi , messi in basso alle graduatorie, nonostante vivessero condizioni di disagio .

Ma , e di questo siamo sicuri ne parlerà chi ne sa di più, noi ci limitiamo alla cronaca, prima ancora che si iniziasse l’opera ci sono stati gli ambientalisti a dire la loro , dal WWF a Italia Nostra, inascoltati. Perchè ? Ma non c’è solo chi voleva bloccare l’opera per il legittimo interesse a voler tutelare il verde e il paesaggio, un interesse pubblico anche quello, c’era anche chi  ha suggerito una soluzione legittima , ma forse lunga, per poter riuscire a realizzare volumi, una variante al Put e agli strumenti urbanistici, come fatto, per esempio, con il parcheggio Luna Rossa ad Amalfi, dove pure era stata bloccata l’opera finchè non si è fatta fare una variante al consiglio regionale dell’epoca .

Situazione complessa e non ci stanchiamo nel voler dire che fino a condanna definitiva vi è sempre e comunque la presunzione di innocenza. L’inchiesta è complessa e articolata, tanta complessa che fa pensare alle difficoltà nel riuscire a chiuderla in tempi brevi e utili. A seguirla tutti i giorni a puntate Stylo 24 , il sito di inchiesta di Simone De Meo , con il quale c’è stato uno scontro e uno scambio di azioni legali con Sagristani , che analizza l’atto di avviso di conclusioni indagini sulle accuse circostanziate fatte dalla Procura e anche i vari retroscena, il principale quello per cui ci si chiede come mai non sia stato fermato prima questo intervento, la cosa che anche Positanonews ha messo in evidenza, oramai l’opera è fatta con lo stravolgimento dell’area fatta, ha destato ovviamente sconcerto il sequestro a due giorni dalla consegna delle case. In qui la chiave di volta sarebbe su chi avrebbe dovuto accertare eventuali illeciti e non li ha accertati, fra questi Paola De Maio, addirittura perito che non avrebbe dichiarato il vero e su questo fa un circostanziato articolo sempre Stylo24 . Ricordiamo, e sottolineiamo, che siamo in una fase accusatoria, che fino a condanna vi è sempre la presunzione di innocenza, che le accuse devono essere dimostrate in contradittorio .

La vicenda investe i vertici amministrativi e politici del Comune di Sant’Agnello, e ha portato al sequestro di 53 appartamenti, poco dopo che erano stati ultimati e assegnati. A conclusione delle indagini, nei giorni scorsi sono stati notificati 15 avvisi che hanno riguardato anche il sindaco Piergiorgio Sagristani, la sua ex giunta, oltre a funzionari e tecnici del Municipio di Piazza Matteotti. Le parole dell’architetto Oliviero calano come un maglio sulla parzialità («mai imparziale», è scritto nella perizia) dell’Ente, questo riporta Stylo 24  in un articolo a firma di Giancarlo Tommasone che continua così.

L’azione attraverso la quale si snoda l’iter viene indicata come «il festival della menzogna e dell’equivoco», e laddove non bastasse a chiarire il concetto, l’Amministrazione comunale è ritenuta «supinamente in sintonia» con la linea della Shs, l’impresa privata dell’ingegnere Antonio Elefante. Quella che è stata realizzata in Via Gargiulo – si evince dal documento pubblicato dal Fatto, giornale che aveva sollevato il caso oltre un anno fa – «non è edilizia residenziale ma speculativa». L’housing sociale, dunque, sottolinea il perito, argomentando sull’equivoco che inquadra a monte della vicenda, «non è da confondersi con l’edilizia residenziale pubblica». Il particolare, di primaria importanza, porta Oliviero a fare il doveroso distinguo: «L’edilizia residenziale pubblica porta all’assegnazione degli alloggi a una fetta di popolazione con reddito basso o nullo. Inoltre, non tiene conto del principio di sostenibilità abitativa».

Il distinguo
del perito del pm
Con l’housing sociale, invece, «gli alloggi vengono assegnati a persone con reddito più alto, alle quali non spetterebbe una casa popolare». Ma anche sui permessi con i quali realizzare il progetto – sul suolo occupato da un aranceto – si concentrano gli appunti del consulente della Procura, perché nel 2014 la Giunta Sagristani approva un Piano attuativo, per dare il via libera all’housing sociale. Al posto di cosa? Dell’edilizia popolare. Tale Pua, però, secondo il consulente del pubblico ministero, non è altro che una variante al Prg. Su quel suolo non si potrebbe costruire, perché ci sono i vincoli di un altro piano, il Put. Tra l’altro, sulla derogatoria del piano casa rispetto alle restrizioni del Put, – all’epoca dei fatti contestati – si attende un pronunciamento della Consulta. Il pronunciamento arriva, e stabilisce che il piano casa non può rappresentare deroga a una norma paesaggistica di livello superiore.

Il parere contrario
espresso dalla Consulta
Nonostante, dunque, ci sia l’intervento (contrario) della Consulta, il funzionario comunale, «imprudentemente» (sottolinea Oliviero) scriverà una relazione, in cui, per la Procura, si evincono due cose: la prima è che lo scritto riporterebbe soltanto la parte che cade a favore delle richieste dei costruttori; la seconda, è che verrebbe omessa la sentenza sfavorevole, vale a dire il pronunciamento della Consulta. Per il consulente della Procura, quello redatto su richiesta del Comune dal professor Ferdinando Pinto, consulente dell’Ente, è un parere «mutilato» (il sito online de Il Fatto Quotidiano, sempre in un articolo a firma di Vincenzo Iurillo, aveva raccontato questa anomalia un mese prima del sequestro del complesso, avvenuto a febbraio del 2020).

E c’è di più: Oliviero sostiene che il funzionario pubblico sia stato «supinamente in sintonia» con la linea del privato, e che la giunta, attraverso le sue delibere, abbia partecipato al via libera per la «realizzazione, in regime di monopolio, di un ampio e significativo intervento di edilizia residenziale che (…) nulla aveva e nulla ha di edilizia sociale… (…). Ed in tal modo si è volutamente abdicato a tutti i principi costituzionalmente garantiti dalla Funzione pubblica (legalità, imparzialità, trasparenza) per la cura dei primari interessi dell’intera collettività santanellese».

Dunque, argomenta il consulente della Procura oplontina, il complesso di Via Gargiulo è stato realizzato «con spregevole mira speculativa della proprietà che, ab initio, aveva ben chiaro quel programmato disegno speculativo, successivamente concretizzato». Con la lottizzazione che è stata «messa in pratica grazie a un incomprensibile comportamento dell’autorità comunale, un atteggiamento irresponsabilmente elusivo, chiaramente non censorio, mai imparziale e tantomeno equilibrato».

La mozione di sfiducia IL SERVIZIO VIDEO 
presentata dal M5S
Rispetto al caso dell’housing sociale, va rilevata anche la mozione di sfiducia al sindaco Sagristani e alla Giunta, presentata dal M5S (capogruppo Fabio Aponte, consiglieri Fabio Galano e Carmine Maresca), e all’ordine del giorno nel Consiglio comunale dello scorso 11 maggio. Una seduta alquanto «tesa», come sottolinea dal suo profilo Facebook, Fabio Aponte. «Abbiamo aspettato ad oggi per pubblicare un nostro post a commento del Consiglio Comunale dell’undici maggio per permettere a coloro che ne avessero avuto interesse di guardare il video della diretta streaming. Questo perché desideriamo che i cittadini possano verificare con i loro occhi e orecchie quelle che sono le motivazioni delle nostre rimostranze».

Il post del capogruppo grillino
«Ci hanno accusato di aver presentato una mozione di sfiducia in maniera impropria che non rispettava il regolamento in più modi. Ma allora io mi domando perché il presidente del Consiglio l’ha fatta inserire nell’ordine del giorno? (…) O forse il motivo di farcela comunque discutere (senza possibilità di farla votare) era per metterci in difficoltà, accusarci di inesperienza e cercare di dimostrare la tesi che tale mozione non fosse farina del nostro sacco?», continua lo scritto di Aponte. «Effettivamente l’atteggiamento e le parole del sindaco avvalorerebbero quest’ultima ipotesi, tanto è vero che fin dall’inizio ha manifestato la propria contrarietà e avversione per un atto evidentemente inteso di insopportabile ed ingiustificabile “lesa maestà”», ha scritto ancora il capogruppo grillino.

Seduta di Consiglio tesa IL VIDEO 
«Comunque – ha affermato Aponte – la cosa veramente grave è stata la mancanza di rispetto verso di noi come consiglieri eletti dai cittadini, verso il consiglio comunale, principalmente nell’ignorare il ruolo istituzionale del presidente, e naturalmente soprattutto nei confronti dei cittadini che partecipavano in streaming, nel decidere da solo quando far chiudere il dibattito, lasciando nervosamente la sala consiliare. Ciò ha impedito a me di replicare e di sentire le risposte alle mie domande molto specifiche e di controbattere alle affermazioni ed alle accuse inconcludenti del consigliere Giuseppe Coppola appena insediatosi per surroga ma già motivato a difendere a spada tratta il suo beniamino in evidente difficoltà».

Questo è quanto ha scritto Stylo24 – Ma dalla parte degli assegnatari e da parte degli indagati che si dice o che si fa?

Per il momento si sceglie la linea del silenzio ed è chiara la strategia. La parte politica chiederà l’archiviazione , che sarà difficile ottenere se non altro per la complessità della vicenda, punterà sulla difficile configurazione dell’abuso d’ufficio perchè di abuso si parla , e non di corruzione o altro, per essere chiari anche dalla perizia è evidente non vi è altro rilievo giuridicamente rilevante. Se abuso vi è stato, come ha rilevato la Procura, non è dimostrato che si tratti per interessi privati , almeno non dagli atti che vengono in evidenza al momento , giuridicamente parlando la situazione è molto fluida per la parte politica , pronta anche ad agire legalmente contro chiunque leghi indissolubilmente a loro eventuali interessi privati o accuse di corruzione che, come abbiamo già detto, in effetti non ci sono da nessuna parte negli atti della magistratura si parla solo ed esclusivamente di abuso.  Diverso è il discorso per la responsabilità e paternità politica della vicenda .

Ma a tal proposito il sindaco Piergiorgio Sagristani interviene sul suo profilo Facebook sempre in riferimento al consiglio comunale ( che Positanonews pubblica integralmente per potersi vedere l’ultima mezzora)

Miei cari, nell’ ultimo consiglio comunale si e’ discusso dell’housing sociale e della relativa inchiesta giudiziaria che ci riguarda!

Posto il mio intervento e rendo anche voi partecipi delle considerazioni che ho fatto!

Resto assolutamente fiducioso nella giustizia e nella magistratura e la mia priorità resta la risoluzione del problema visti i grandissimi disagi per gli assegnatari!

 

E per il dissequestro delle case?  Le speranze si fanno più tenui, come anticipato all’epoca da Positanonews che parlamo del rischio di una situazione di stallo che poteva durare anni con i fatti che ci hanno dato ragione, ora  si proverà probabilmente il ricorso in Cassazione  contando di mettere in evidenza eventuali falle giuridiche in una vicenda così intricata tutto può essere.  Gli assegnatari che si sono trovati in una situazione disastrosa dopo il sequestro hanno ricevuto la beffa amara delle sanzioni per i contratti non registrati, per case che mai hanno ricevuto , annunciano anche loro post a puntate

Visto che stilo24 ha deciso di pubblicare la telenovela ” conclusioni indagini housing ” da domani vi pubblicherò a puntate la telenovela assegnatari!! Quella si ,come ogni telenovela che si rispetti, sarà ricca di colpi di scena. Io sono Giovanna Mele e racconterò la mia personalissima vicenda, quella della mia famiglia, travolta ,nel momento in cui credeva di aver raggiunto un minimo di serenità, prima da un sequestro e poi da una pandemia! Spero che altri miei compagni di sventura vogliano pubblicare anche la loro …

Ma anche Johnny Pollio che ha fatto la prima inchiesta di carattere giornalistico sulla vicenda ha fatto un post

SULL’HOUSING SOLO TANTA IPOCRISIA
Sono trascorsi ormai quattro anni da quando io e gli amici del Clan di Bertoldo iniziammo ad occuparci dell’assurda vicenda dell’housing di Sant’Agnello.
Allora non c’erano articoli, non c’erano inchieste, non c’erano critiche, non c’erano nemmeno gli assegnatari.
Oggi dopo tutto quello che è successo ne parlano tutti, con o senza cognizione di causa. Tutti con un unico comune denominatore: tanta, ma proprio tanta, ipocrisia.
Nessuno, però, ha provato a raccontare l’unica verità storica e politica che emerge da questa vicenda. Una verità che prescinde da quanto accadrà eventualmente in sede giudiziaria.
Noi attendiamo fiduciosi che qualcuno trovi il coraggio di farlo, ma temiamo che anche questo “sporco lavoro” toccherà prima o poi a noi del Clan.
Restate sintonizzati.

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