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Fatture false a Sorrento, multe a due imprenditori: i particolari

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Fatture false a Sorrento, multe a due imprenditori: i particolari ce li racconta Dario Sautto in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino. Avevano escogitato un giro di false fatture per lavori mai eseguiti, in modo da evadere oltre mezzo milione di euro al Fisco ed incassare in contanti assegni mai versati. E parte del finto volume d’affari ricadeva su un altro imprenditore ignaro di tutto, nonché su società estinte da anni. Ieri mattina, i finanzieri del Gruppo di Torre Annunziata hanno eseguito due decreti di sequestro preventivo emessi dal gip del tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso nei confronti di due imprenditori di Sorrento attivi nel settore edile, ora indagati per avere evaso oltre un milione di euro grazie all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti nelle dichiarazioni fiscali per gli anni di imposta dal 2014 al 2018.

GIRO DI FATTURE Dopo la denuncia di un terzo imprenditore di Castellammare di Stabia, nel mirino degli investigatori sono finiti i colleghi sorrentini Vincenzo Caso (Edilizia Sorrento srl) e Aniello D’Auria (Edil Sud srl). Infatti, il titolare di una ditta edile stabiese aveva ricevuto la notifica di un avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate che gli contestava di aver omesso la dichiarazione di alcune operazioni commerciali da parte della sua ditta individuale. Quelle operazioni riconducevano a fatture mai emesse dall’imprenditore stabiese, tra l’altro palesemente falsificate anche nell’impaginazione.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, sono state condotte dalla tenenza della guardia di finanza di Massa Lubrense agli ordini del colonnello Agostino Tortora e del tenente Patrizio Palestini, e hanno fatto emergere lo strano giro di fatture false che avrebbe coinvolto Caso e D’Auria, con ruoli diversi, ma con benefici notevoli. In pratica, Caso avrebbe riprodotto e contabilizzato falsi acquisti e forniture, così da abbattere l’imposta, incassando a sua volta gli assegni. Il tutto grazie a fatture emesse a sua insaputa dall’imprenditore stabiese e a documentazione fiscale e commerciale difforme per format e stampigliatura originale utilizzata dal titolare della ditta di Castellammare di Stabia.
Dall’analisi dei registri contabili della sua impresa, è emerso che lo stesso imprenditore di Sorrento aveva un saldo passivo da circa 800mila euro verso quella ditta, che figurava come sua principale fornitrice senza che avesse mai rivendicato il pagamento di quel conto salatissimo. Inoltre, lo stesso Caso avrebbe adottato il medesimo modus operandi, utilizzando fatture fittizie di un’altra ditta individuale, che non esisteva da anni. Lo stesso Caso, poi, avrebbe emesso assegni per quei finti pagamenti, che però non transitavano direttamente sui conti correnti delle due ditte, ma tornavano (in parte) nelle sue tasche tramite il deposito sul suo conto personale o l’incasso dei contanti allo sportello. Per circa un milione 200mila euro di passivi fittizi, Caso avrebbe evaso 314mila euro di imposte sul reddito e ulteriori 270mila euro di Iva non versata, per oltre mezzo milione di euro. Sotto sigilli, però, sono finiti al momento 118mila euro tra denaro (71mila sui conti correnti, 2600 euro in contanti) e veicoli (4 tra auto e moto per 44mila euro di valore).

IL CLIENTE COMPLICE La speculazione era redditizia, così Caso avrebbe coinvolto anche il suo principale cliente, l’imprenditore Aniello D’Auria. Caso avrebbe certificato lavori fittizi per D’Auria, documentati da quest’ultimo con lo stesso sistema delle false fatture che avrebbe permesso anche al secondo imprenditore di Sorrento di certificare finti passivi per 972mila euro, in modo da evadere imposte sul reddito per 243mila euro e Iva per 213mila euro, per un totale di circa 457mila euro di evasione fiscale. Nel caso di D’Auria, però, il sequestro eseguito dalle fiamme gialle ha raggiunto l’intero importo. In totale, dunque, sotto sigilli sono finiti beni per 575mila euro.

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