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E le “costiere” stanno a guardare: Depuratore di Punta Lingua Capitale della “Cultura del Mare”

E le “costiere” stanno a guardare: Depuratore di Punta Lingua Capitale della “Cultura del Mare”.

A Procida i lavori proseguono spediti, anche per la realizzazione del depuratore.

Con la candidatura a Capitale italiana della Cultura 2022, Procida si sta davvero tirando a lucido, con il completamento anche del suo nuovo e moderno depuratore, che permetterà di non inquinare più il mare e conquistare l’agognata “bandiera blu”.

L’opera ha avuto un percorso lungo e travagliato, ma adesso sembrerebbe finalmente giunta al suo completamento, previsto già dopo l’estate.

La gru sta posizionando i pannelli precompressi del solaio, che dovrà custodire l’impianto di depurazione MBR (Membrane Biological Reactor).

Si tratta di una tecnologia di depurazione biologica a fanghi attivi, abbinata all’ultrafiltrazione del fango mediante membrane invece dei tradizionali decantatori secondari.

L’alta efficacia filtrante delle membrane permette una concentrazione di fanghi notevolmente superiore a quella tradizionale.

Il sindaco Dino Ambrosino è molto orgoglioso del Depuratore di Punta Lingua, ubicato sul terminale della Marina Grande di Procida,  che considera un’opera pubblica di fondamentale importanza per l’isola e per tutto il golfo di Napoli.

Il sindaco ereditò, all’inizio del suo mandato nel 2015, un vecchio ed insufficiente impianto di pretrattamento, con smaltimento di reflui non depurati direttamente in mare.

L’area del progettato impianto era ancora un’area di terreno solo spianata, e solo dopo alterne vicende riuscì a dare il via allo scavo di circa 1.800 metri quadri per 4 metri di profondità, al di sotto del livello del mare, utile all’accoglimento dell’enorme struttura di cemento armato, necessaria all’installazione dei macchinari.

Praticamente una vasca completamente interrata, lunga circa 30 metri, e fuori terra solo i servizi, ubicati in un blocco di circa 400 metri quadri.

Gli imprevisti ci sono stati: dalle difficoltà insite nel terreno per la palificazione, allo smaltimento di tipo “speciale” dello scavo, alle tante varianti onerose che hanno ritardato la tabella di marcia.

Ma dopo tanti anni di lavoro, si riuscirà davvero a scongiurare la fatidica procedura europea di infrazione grave per inquinamento ambientale? A questo punto lo speriamo tutti, visto che questa minaccia incombe su una delle regione più promettenti per il turismo del nostro paese.

L’opera è stata finanziata con i fondi della Regione Campania per un importo totale di circa un milione di euro, su progetto, redatto dall’ATI Costruzioni Dondi di Rovigo, e prevede il trattamento dei liquami di tutto il territorio isolano, che conta circa 10mila residenti ma dimensionato sulla previsione di 15mila abitanti equivalenti, in base all’affluenza del massimo afflusso turistico nel periodo estivo.

A fine intervento, si spera di raggiungere una depurazione nel rispetto dei parametri europei, ma anche la fruizione per la collettività, di un’area strategica di circa 2000 mq,  ed al contempo avere anche dell’acqua riutilizzabile per uso industriale, lavaggio di autoveicoli o irrigazione e pulizia di aree e verde pubblico.

Il nuovo Depuratore di Procida, comunque vada, rappresenterà un banco di prova importante per tutto il territorio della regione Campania, visto che sia sull’isola d’Ischia che in Costiera Amalfitana, sono ancora tante le polemiche ed i timori intorno alla realizzazione dei Depuratori previsti, già finanziati ma ancora non realizzati.

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