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Di nuovo in piazza i lavoratori del turismo: oggi la manifestazione a Pompei

Di nuovo in piazza i lavoratori del turismo: oggi la manifestazione a Pompei . Di nuovo in piazza gli operatori del turismo della penisola sorrentina e delle altre località campane, questa mattina di domenica 1 maggio 2021. Questa volta i sindacati hanno scelto di manifestare a Pompei, un altro dei luoghi simbolo della nostra Regione. Lo scorso 10 aprile, invece, le proteste hanno animato le piazze di Sorrento, Amalfi, Capri ed Ischia. Unanime il grido che si levava dalle piazze: “Vaccini per poter ripartire”.

Di seguito, la lettera che l’Arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso, ha scritto al coordinamento “Rilancio del Turismo” di Pompei, Sorrento, Amalfi, Capri e Ischia.

Gentile Sig. Fiorentino,

la Sua lettera descrive, in termini pacati, reali e veritieri, la drammatica situazione di un comparto così vitale per il nostro territorio come quello del turismo e dei suoi numerosissimi operatori. È a tutti noto che “turismo”, nelle nostre zone, indica la più vasta delle filiere economiche, poiché tocca, in sostanza, tutti i rami delle diverse attività dalle quali trae linfa, oltre al sostegno materiale, anche il progresso sociale e culturale di un territorio dotato di incomparabili risorse ambientali e paesaggistiche.

Sulla vita di molte persone, soprattutto le più deboli e indifese – che non si finirà mai di rimpiangere nel conservarne grata memoria – come sul complesso così straordinario delle nostre risorse, si è abbattuta, e continua a farlo, la forza violenta e misteriosa di un virus che sta mettendo a dura prova ciascuno di noi, come singolo e come parte di una comunità che si sente ferita e, a tratti, smarrita.

La pandemia non ha risparmiato nessuna delle nostre debolezze e continua a infierire anche sugli errori e sulle inadempienze di un passato che presenta, oggi, conti implacabili, ma forse anche ingenerosi. Va tenuto, infatti, in debita considerazione che la pandemia ha colpito proprio nel momento in cui nuove speranze e un rinnovato clima di fiducia stavano abbracciando un settore turistico apparso pronto e attrezzato permettere a frutto l’apporto di nuove tecnologie e di una transizione ecologica e digitale che, nel rispetto e nella salvaguardia dell’ambiente, apriva prospettive di sicuro interesse anche sotto il profilo occupazionale.

Il fermo forzato è stato certamente traumatico. Lo choc continua a essere enorme, come Lei afferma nella lettera, per “migliaia di famiglie senza alcun reddito tra lavoratori stagionali, piccoli gestori di attività ricettive, guide ed accompagnatori turistici, autisti Ncc e professionisti impegnati a diverso titolo, fino al 2019, in uno dei pochi settori trainanti dell’economia regionale”: è questa la conseguenza di un dramma sotto gli occhi di tutti.

Ha ben ragione ad affermare che si tratta di “uno dei pochi settori trainanti dell’economia regionale”: sappiamo bene che la nostra Campania, la regione di punta di un Mezzogiorno che attende ancora un riscatto, è gravata da problemi strutturali tanto acuti e profondi da essere diventati l’anello debole del piano programmato per la ripresa e la rinascita di tutto il Paese.

Ma senza dubbio ogni piano, in questo tempo della pandemia, non può che partire dalle situazioni che voi oggi rappresentate: quella di esponenti, tutti insieme, di un comparto che cerca la via della rinascita e mette in campo le proprie energie, le proprie capacità e la propria sperimentata professionalità. Nel momento in cui le difficoltà sono ancora al centro della scena, a un settore come il vostro, la solidarietà spetta di diritto. È in sostanza una forma, e mai abbastanza congrua, di un risarcimento dovuto.

Ciò che chiedete e che vi porta a esprimere pubblicamente queste vere e proprie esigenze, non può che trovare l’ascolto più attento e responsabile non solo da parte delle autorità di governo centrale e locale, ma di tutta un’opinione pubblica che, certo, non può assistere senza lasciarsi interpellare dalla legittimità e dalla fondatezza delle vostre composte rivendicazioni.

Come potrebbe allora non essere al vostro fianco la Chiesa? E la Chiesa di Pompei, poi, che dalla solidarietà e dalla carità è stata costituita e che è chiamata a rendere ragione, nelle diverse stagioni della storia, dell’attualità e della vitalità di questa sua vocazione. La Chiesa della Beata Vergine del Rosario vive e opera nel cuore della “Nuova Pompei”, nella città della fede di Bartolo Longo; e mai potrà, questa Chiesa, che al suo interno, come anima di un corpo vivo, custodisce il complesso delle Opere sociali, voltare le spalle a chi chiede solidarietà e giustizia, mostrando di avere a cuore il progresso e lo sviluppo della comunità.

Sappiamo bene che le conseguenze della pandemia non si fanno scrupolo delle rette intenzioni di persone e gruppi sociali protesi verso gli obiettivi del bene comune. Ancor meglio sappiamo come proprio attraverso l’indebolimento di un settore come quello turistico si va incontro a una crisi diffusa e organica dell’intero sistema economico delle nostre zone. È ciò che la Chiesa di Pompei, da sempre attenta alle necessità del territorio, vuole scongiurare.

È significativo il richiamo che voi fate alla ricorrenza di San Giuseppe, patrono dei lavoratori, in onore del quale il Papa, con la Lettera “Patris corde”, ha indetto uno speciale anno di celebrazione. Il dramma della pandemia richiama, in modo naturale, un più costante ricorso a una dimensione spirituale e quindi alla preghiera. Essa va peraltro ad inserirsi nel clima così intenso del mese di maggio, che è tutto dedicato a Maria – con il momento centrale della Supplica di sabato 8 maggio – e che quest’anno assume un profondo valore simbolico. I segni di un più intenso ritorno alla vita spirituale “in presenza”, con il popolo dei pellegrini che, sperabilmente, pur nel rispetto delle regole ancora in vigore, potrà tornare a ricomporsi e a restituire alla Nuova Pompei il clima ordinario di città della fede, sono già evidenti. Non ho dubbi che anche il vostro settore, così fortemente inserito nella vita della nostra comunità, li consideri come la prima e più espressiva evidenza di una ripresa, anzi di una rinascita che è nel cuore e nei voti di tutti. È in questa luce che la città di Bartolo Longo si appresta a vivere il mese mariano.

Affido alla protezione e all’intercessione della Beata Vergine del Rosario le Sue intenzioni e quelle di tutti gli operatori del turismo del nostro territorio, mentre auspico ogni bene e porgo cordiali saluti.

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