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De Luca: caffè patrimonio Unesco ed ancora uso mascherina

Lo ha detto nella sua consueta diretta del venerdì pomeriggio su Facebook

Campania – Il governatore De Luca desidererebbe che il caffè napoletano diventi patrimonio dell’Unesco e per ora si porterà ancora la mascherina fino a luglio.

Al termine della sua diretta sul social afferma che sul caffè “ stiamo ragionando in queste ore per avere il riconoscimento del patrimonio mondiale Unesco, come già accaduto per l’arte della pizza, anche per l’arte del caffè. Siamo in concorrenza con gli amici di Trieste”. Anche la città giuliana, dove ci sono delle industrie del caffè, che è il più importante porto italiano per l’importazione del caffè (fin dal Settecento ha acquisito la funzione internazionale di porto franco) e che ospita la Borsa del Caffè, inaugurata in città nei primi del Novecento, è in lizza per avere questo riconoscimento. Allora il governatore de Luca da la stoccata: “Trieste è nel nostro cuore, è l’Italia, però per il caffè nel mondo è Napoli, almeno questo, e dai! Ci sono caffè storici, aziende produttrici ma se parliamo di arte del caffè, vediamo se riusciamo a fare una proposta unitaria. Ma avendo chiarito che Trieste è nel cuore di tutti gli italiani, se volete bere una tazza di caffè dovete scendere a sud di Roma, sapete dove”.

Sul fatto che si vuole abolire tra poco tempo di portare la mascherina è contrario: “Sento dire, anche da esponenti di Governo, che da giugno possiamo toglierci la mascherina. In Campania porteremo la mascherina fino a luglio, vedremo per l’estate, ma dobbiamo mantenere il massimo della prudenza”. Il problema di risolvere la questione del Covid 19 e delle sue varianti è ancora un po’ lungo, perciò: “Oggi siamo a un quinto delle persone immunizzate. Ci sono tanti nostri concittadini che hanno avuto il Covid e sono immunizzati, ma è chiaro che non abbiamo ancora completato il lavoro. C’è un problema di varianti a cui fare attenzione e dovremo fare attenzione ad esempio ai cittadini inglesi che arrivano nei nostri aeroporti, dovremo aumentare la vigilanza a Capodichino per evitare di importare la variante indiana”.

Concludendo: “Dobbiamo fare i richiami, le seconde dosi, dobbiamo sapere che probabilmente da ottobre-novembre dovremo fare la terza dose per chi ha avuto le prime due dosi a gennaio e poi dobbiamo mettere in conto la vaccinazione della popolazione scolastica fra agosto e settembre. Quindi c’è da fare un lavoro immenso. La situazione attuale ci dà fiducia ma dobbiamo sapere che la linea di prudenza è obbligata”.

GiSpa

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