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Covid in Israele, tasso di positività allo 0,1%. Il più basso da inizio pandemia

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Covid in Israele, tasso di positività allo 0,1%. Il più basso da inizio pandemia. Il tasso di positività al Covid in Israele è sceso allo 0,1%. Lo ha comunicato il ministero della salute specificando che si tratta della percentuale più bassa da quando è stata dichiarata la pandemia. Il virus, dunque, è a un passo dall’essere totalmente debellato. Il dato scaturisce dai dati sull’andamento dei contagi rilevati ieri. Su 9.236 tamponi effettuati i casi di positività al virus sono stati appena 13. Per fare un raffronto, in Svizzera, che ha la stessa popolazione di Israele, ieri i casi di positività sono stati 3.978. Per completare il quadro epidemiologico, nello Stato ebraico i ricoverati in terapia intensiva sono attualmente 62 e i cittadini che hanno ricevuto entrambe le dosi di vaccino sono oltre 5 milioni (su una popolazione totale di 9 milioni).

La chiave del positivo successo nella lotta al coronavirus in Israele sta proprio nelle vaccinazioni. La campagna di immunizzazione ha raggiunto record assoluti nel pianeta. Israele ha la più alta percentuale di abitanti che ha ricevuto almeno una dose di vaccino (62,3%, staccando di 20 punti percentuali la Gran Bretagna, sul secondo gradino della graduatoria) e il 58% anche con il bis; ogni 100 abitanti ha inoculato 120 dosi (conteggiando anche i «richiami»). L’intera campagna si è basata sull’uso di due soli farmaci, Pfizer-Biontech e Moderna.

Dal 7 marzo scorso il governo hanno riaperto tutte le attività come bar, ristoranti e alberghi. I cittadini in possesso di un green pass (in grado di attestare di aver effettuato entrambe le vaccinazioni) godono di una quasi totale libertà di movimento.

Fonte Il Corriere

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