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Costiera amalfitana e il Marmeeting a Cetara. Il sindaco: “Aspettiamo”

Giorni decisivi per il futuro del Marmeeting, la manifestazione dedicata ai tuffi dalle grandi altezze che per 32 anni, dal 1996 al 2018, ha portato la Costiera Amalfitana e l’intera provincia di Salerno all’attenzione internazionale. Giancarlo Frasca per il quotidiano “Il Mattino” torna a far luce sul caso che ha interessato alcune settimane fa i comuni di Cetara e Furore, in particolare quest’ultimo, storica location dell’evento per anni. Di seguito l’articolo completo.

Nei prossimi giorni ci sarà un confronto tra gli organizzatori e il Comune di Cetara con il centro costiero che potrebbe essere la nuova location. Il condizionale resta d’obbligo, però, visto che a Furore, dove tutto ebbe origine, si respinge l’idea che la manifestazione sia stata bocciata o che non ci sia stato interesse. Il fiordo, del resto, era stato ribattezzato l’Acapulco d’Europa, con i migliori tuffatori italiani e stranieri a tenere gli appassionati con il fiato sospeso, lanciandosi da una pedana posizionata all’altezza del ponte stradale, a ventotto metri a picco sul mare, con una velocità di punta di 100 chilometri orari. L’ultima edizione risale ormai al 2018, mentre negli ultimi due anni non è stato possibile organizzarlo per varie problematiche, ultima quella legata al Covid-19.

«Stiamo provando a riportarlo in Costiera Amalfitana ed abbiamo provato ad interfacciarci con i comuni di Furore e Cetara dice Oreste Varese, presidente dell’Asd Virtus – Il nostro obiettivo principale era, ovviamente, quello di ritornare nel caratteristico fiordo dal quale i tuffi dalle grandi altezze hanno conquistato notorietà in Europa e non solo, contribuendo a far nascere un circuito internazionali coinvolgendo un’azienda del calibro della Red Bull. Purtroppo non siamo riusciti ad avere risposte, nonostante diversi tentativi che hanno coinvolto anche la mia famiglia che mi sta sostenendo». La famiglia Varese avrebbe, poi, trovato la disponibilità di un altro centro della Divina, Cetara. «Il sindaco Della Monica si è subito mostrato interessato aggiunge Varese Per onestà, però, devo anche aggiungere che, almeno allo stato attuale, non c’è ancora nulla di certo. Per organizzare una iniziativa del genere servono sponsor privati ed istituzionali e, quindi, finanziamenti per poter coprire i costi, soprattutto in periodi difficili come quello che stiamo attraversando. Per ora, quindi, se qualcuno mi dovesse chiedere se il Marmeeting si svolgerà, risponderei in maniera negativa. Nei prossimi giorni ci incontreremo nuovamente col sindaco di Cetara e spero di avere risposte anche dalla Regione Campania. Non dispero ma il tempo a disposizione non è molto, tenendo conto che l’iniziativa dovrebbe tenersi a settembre».

Una corsa contro il tempo, quindi, con il Comune di Cetara alla finestra, in attesa di una possibile fumata bianca. «Ci siamo subito resi disponibili nell’ottica di promuovere una vera e propria settimana del mare, coinvolgendo anche altre società di nuoto e pallanuoto, e che avrebbe il suo clou con la gara di tuffi ammette il sindaco Roberto Della Monica. Ci siamo anche adoperati per consentire un contatto tra gli organizzatori e la Scabec, la società in house della Regione Campania nata per la valorizzazione del patrimonio culturale regionale. Al tempo stesso, però, non vogliamo forzare la mano ed evitare di inserirci in possibili diatribe con il territorio di Furore. Attenderemo, quindi, che la situazione possa evolversi naturalmente pronti a fare, eventualmente, un passo indietro». Se, intanto, Cetara si dice pronta ad accogliere il Marmeeting, a Furore si cade letteralmente dalle nuvole, smentendo un presunto mancato interesse. «Sarei un pazzo se dicessi no ad una iniziativa come quella che ha portato il nome del nostro comune in giro per il mondo precisa il sindaco Giovanni Milo Furore non si è mai sognato di riferire ad alcuno di non essere interessato allo svolgimento del Marmeeting e, al contrario, abbiamo rappresentato più volte la nostra disponibilità, previa verifica dell’evoluzione sanitaria. Del resto non ci sarebbero impedimenti fisici, avendo riaperto il fiordo l’11 luglio dello scorso anno, seppur parzialmente. Per questo motivo abbiamo anche sollecitato diverse volte la Regione per un possibile finanziamento ed inviato diverse Pec per ribadire le nostre intenzioni. Non so, in conclusione, chi abbia mai dichiarato, a nome della nostra amministrazione, il contrario».

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