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Collettivo UANM: “Le retinare e l’arte della tessitura a Praiano”

Riportiamo l’interessante post pubblicato su Facebook dal Collettivo UANM che ci porta alla scoperta delle retinare a Praiano: «La cultura locale non è fatta di sola storia, ma è frutto di mestieri, pratiche e saperi manuali, come quelli trasmessi dalle retinare, artigiane locali che hanno letteralmente “tessuto il filo” della storia praianese; ne hai mai sentito parlare?

Tra il 1500 e il 1800 gli abitanti di Praiano lavoravano il lino e il filo di cotone, lo biancheggiavano e lo commercializzavano nei mercati dell’allora Regno di Napoli. Fu questa propensione per la tessitura che portò nel XVIII secolo alla nascita delle “lavoratrici di capelli” di Praiano. Quando il cattivo tempo non permetteva di lavorare, le donne del paese si dedicavano alla realizzazione di retine per mantenere i capelli o i “tuppi” in ordine.  La lavorazione era molto delicata e richiedeva decisamente tanta pazienza: questa consisteva nel creare, capello dopo capello, un filo lunghissimo che veniva poi arrotolato attorno alla lignea e passato infine alla crucella, uno strumento che d’estate serviva a rammendare le reti da pesca.

Questa attività divenne talmente popolare che a Praiano e Vettica Maggiore si formarono dei gruppi di ragazze che, tra un cunto e una preghiera, passavano le giornate a tessere capelli, contribuendo all’economia familiare ma anche a quella ecclesiastica! Le retinare di Vettica e Praiano, infatti, versavano alle parrocchie la “mezza de quarto”, ovvero la metà del quarto del guadagno. Grazie a questi proventi nel 1905 fu eretto l’altare del martirio nella chiesa di San Gennaro, e, alla fine del 1800, vennero acquistati dei pastori per il presepe di San Luca.

Purtroppo dagli anni 60, con il boom economico e “l’emancipazione” della Costiera, le retinare e il loro sapere manuale cominciarono lentamente ad essere dimenticati».

 

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