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Chi è Lorella Boccia? L’attesa del primo figlio e lla sfida di Venus Club

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Chi è Lorella Boccia? L’attesa del primo figlio e lla sfida di Venus Club  . E’ il personaggio del momento  ne parla Vanity Fair La prima esperienza in televisione per Lorella Boccia, in attesa del primo figlio dal marito Niccolò Presta, risale ad «Amici di Maria De Filippi», fatto da concorrente prima, professionista poi, conduttrice infine. «Sono passati dieci anni e ora torno con un late show al femminile, Venus Club»
Ballerina, conduttrice e, una sola volta, attrice. Lorella Boccia, il cui successo televisivo è dovuto, in larga parte, alla lungimiranza di Maria De Filippi, che in lei vide una chiara possibilità di successo, ha trascorso gli ultimi dieci anni della propria vita barcamenandosi tra gli impegni più disparati. Poi, nel rifiuto categorico di un’etichetta che possa certificarne l’appartenenza univoca ad una sola categoria, ha deciso di intraprendere una sfida complessa. Venus Club, che Italia1, da giovedì 6 maggio, ha mandato  in onda nella sua seconda serata, si è riproposto di portare entro i confini nazionali qualcosa come quel che Ellen DeGeneres ha fatto oltreoceano.

«È una provocazione: va in onda su una rete prettamente maschile, parlando di donne con altre donne. L’idea, però, è di rivolgerci ad un pubblico che sia fatto anche di uomini», ha spiegato la Boccia, che nella puntata di esordio ha scelto di avere accanto Elettra Lamborghini e Yole Signorelli, incarnazione di modelli opposti di femminilità. «Ironicamente, mi piace definire questo programma “sessista”. Voglio stare dalla parte delle donne e delle ospiti, con la leggerezza, però, di chi ha imparato a rifiutare ogni etichetta e giudizio morale». Venus Club, dunque, sei puntate con Mara Maionchi e Iva Zanicchi nelle vesti di opinioniste, non vuole essere un salotto ego-riferito, dove una parte di umanità – nicchia, la si direbbe – possa parlare di se stessa con se stessa, ma un punto di spunto e di confronto, regolato da una spinta, divertente e divertita, all’integrazione.

Venus Club, nell’economia della televisione italiana, sarà il primo late show interamente al femminile. Come prevenire, però, il rischio di una retorica ormai trita?
«Credo sia giusto prestare la dovuta attenzione, ma il programma è un late show e un talk show, che vuole intrattenere, far ridere e riflettere. Con questo format, vorremmo celebrare la donna in tutte le sue sfumature, raccontandone anche le fragilità».

Come ha selezionato le storie da raccontare all’interno dello show?
«Abbiamo cominciato a lavorare al programma lo scorso novembre, nel pieno della pandemia. Ci sono state riunioni virtuali e organizzazione di Piani-B. Non sapevamo cosa ci avrebbe attesi nel 2021. Abbiamo, dunque, cercato di scegliere storie provenienti dal mondo artistico nella sua totalità, storie di donne famose e di altre, che meriterebbero di esserlo. Nel corso delle puntate, tra le altre, avremo Alessandra Amoroso, Diletta Leotta, Anna Tatangelo».

Qual è il denominatore comune delle storie selezionate?
«Sono tutte donne forti e realizzate, che possono raccontare di sé fornendo uno spunto positivo a chi dovesse guardarle e ascoltarle. Sanno tirare fuori il meglio, ed io, da parte mia, cercherò di strappare loro qualche sorriso, una provocazione».

Quali crede siano gli argomenti più urgenti da affrontare, all’interno di un format come Venus Club?
«Il coraggio di essere donne libere e forti, felici di quel che siamo. Non parlo solo di una sicurezza fisica, di una liberalizzazione del dato estetico. Parlo della capacità di abbracciare ciò che vive nel profondo, dentro ognuna di noi. Cercheremo, perciò, di affrontare argomenti personali, storie d’amore e percorsi di carriera, cose che possono far arrivare al pubblico sfumature dell’universo femminile ancora poco note».

Perché la scelta di due opinioniste fisse, Mara Maionchi e Iva Zanicchi, già viste in altri programmi?
«È stata una decisione autorale, precisa e consapevole. Abbiamo voluto permettere a due donne molto note di ritrovarsi in televisione, forse per la prima volta. E l’incontro è stato esplosivo. Mara e Iva sono le regine del programma, a loro è permesso tutto».

Che significato ha un programma come questo, realizzato in un’epoca – quella dell’emergenza sanitaria – che sembra aver annichilito ogni tentativo di sperimentazione?
«Significa tanto esserci, perché Venus Club non rappresenta un nuovo inizio per me, ma un’opportunità per tutti. La pandemia ha colpito duramente il settore dello spettacolo, musica in testa. Noi siamo riusciti a riportare in studio un pubblico, degli ospiti e una band, il tutto nel rispetto delle norme sanitarie».

Con Venus Club torna a Mediaset. Quanto è stato difficile, professionalmente, affermare la sua identità senza che il cognome di suo marito (Niccolò Presta, ndr) costituisse per gli altri un pregiudizio?
«I pregiudizi fanno parte del nostro lavoro. Per fortuna, c’è chi sa andare oltre e questo programma, Venus Club, con questo ritorno a Mediaset, per me rappresenta un nuovo inizio. La strada è ancora lunga, c’è ancora da tanto da fare, ma credo che lo studio e la costanza possano sostenermi. Ho voglia di mettermi in gioco, anche sbagliando, per rialzarmi poi più forte di prima».

Come ha gestito il nuovo impegno professionale e l’avanzare della gravidanza, annunciata via social poche settimane fa?
«Non ho saputo di essere incinta fino alla fine delle registrazioni. Credo di averlo scoperto il giorno successivo all’ultima ripresa. Sarebbe stato meraviglioso affrontare questo lavoro con la consapevolezza di essere in due, ma in parte continuo a pensare che sia accaduto».

Chiara Ferragni, Alice Campello, Beatrice Valli stanno fornendo, in Italia, un nuovo modello di maternità, qualcosa che dica che nessuno è costretto a scegliere tra famiglia e lavoro. Ha già pensato a come affrontare il periodo successivo alla nascita della bambina?
«Oggi, la figura della donna, e con lei della madre, è cambiata, si è evoluta. Chiara e le altre sono la prova di quanto forte sia questo cambiamento, e a me piacciono infinitamente. Da parte mia, voglio cercare di essere una madre, sbagli compresi, comprensiva e vicina a mia figlia. Spero di riuscire ad essere almeno la metà di quanto è stata grande mia mamma».

Su Instagram, vediamo tanto del suo privato. Qual è il confine tra ciò che mostra e ciò che tiene per sé?
«Mostro quel che ritengo sia giusto mostrare, tanto lo tengo per me. Non vivo la mia vita in relazione ai social, il rapporto di forza è l’opposto. Non voglio essere troppo dipendente da queste piattaforme, a volte compaio di più, altre di meno. Credo che la vita sia oltre la telecamera, e la mia è piena di cose normali che, spesso, cozzano con quel che ci si aspetta dai social».

Sua madre l’ha chiamata Lorella, come la Cuccarini, e il nome si è rivelato profetico. Qualche idea sul nome che darà alla sua bambina?
«Ci penso spesso, sa. Non sappiamo ancora come chiamarla. Siamo giunti alla conclusione che, forse, la cosa migliore sia aspettare che nasca, guardarla negli occhi e solo allora chiamarla con il suo nome».

Ad oggi, ha condotto, partecipato a talent, fatto film. Cosa la attende nel futuro?
«Tutto e ancora molto. Nonostante dal mio primo ingresso nella scuola di Amici siano passati ormai dieci anni, sento che ogni inizio porta con sé una novità. Ad Amici, ho iniziato, ho proseguito e coltivato i miei sogni. L’ho fatto da concorrente prima, professionista poi, conduttrice infine. Amici è famiglia e credo lo sarà sempre. Non ho mai recitato, tolta una piccola esperienza in Step Up, ma chissà, chissà».

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