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Cava de’ Tirreni, rianimazione non chiude: ecco i medici

Cava de’ Tirreni, rianimazione non chiude: ecco i medici. Scrive Giuseppe Ferrara di LaCittadiSalerno. C’è finalmente una data per la riapertura del reparto di Rianimazione e Terapia intensiva al presidio ospedaliero “Santa Maria Incoronata dell’Olmo”: è di ieri la comunicazione che entro il prossimo 20 maggio le attività dell’Unità operativa, sospesa a settembre scorso per permettere il trasferimento di personale così da potenziare il Covid center “da Procida” di Salerno e fronteggiare l’emergenza sanitaria, saranno completamente riavviate.

Lo ha annunciato, nel pomeriggio di ieri, il sindaco Vincenzo Servalli. «Sono state avviate – ha confermato il primo cittadino – le attività per la riapertura del reparto di Rianimazione del nostro presidio ospedaliero ». Nel giro di dieci giorni, quindi, ci si augura che venga ripristinata la piena operatività del reparto che era stato temporaneamente disattivato contestualmente all’accorpamento delle unità di Chirurgia e Ortopedia.

La disposizione arrivata dai vertici dell’azienda ospedaliera “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”, di cui il presidio cavese fa parte, preannuncia quindi una sorta di ritorno alla normalità che dovrebbe lasciare presagire l’imminente inizio dei lavori di riqualificazione del plesso metelliano, già progettati e finanziati, per un totale di circa 4milioni di euro. Nel frattempo, infatti, si stanno espletando tutte le procedure per trasferire anche l’ambulatorio di Diabetologia dell’Asl, ospitato attualmente nei locali adiacenti al Pronto Soccorso ospedaliero.

Una volta ultimato il trasloco, sarà possibile predisporre i cantieri per l’ampliamento del reparto al pianterreno e contestualmente ridisporre gli spazi al primo e secondo piano in modo tale da prevedere una maggiore disponibilità di posti letto sia in Rianimazione, ma anche in Cardiologia, Ortopedia e Chirurgia. Soddisfazione, a tal proposito, è stata espressa anche dalla minoranza che da mesi si batte per avere garanzie sul futuro del plesso ospedaliero cavese. «Ci auguriamo che il ritorno di Rianimazione e del personale dedicato sia solo il primo passo verso una riorganizzazione complessiva della struttura ospedaliera che presenta ancora diverse problematiche – hanno fatto sapere Marcello Murolo , Raffaele Giordano e Enzo Passa del gruppo “Siamo Cavesi” – . Tra queste la più grave è la carenza di medici nei reparti di Chirurgia e Ortopedia, che si acuirà drammaticamente nei mesi estivi.

Speriamo che la direzione generale dell’azienda ospedaliera “Ruggi” metta mano ad una riqualificazione complessiva del nostro ospedale in modo che i cittadini possano essere curati anche per patologie non legate al Covid. La salute è un diritto, non un regalo».

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