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Cava de’ Tirreni, festeggiamenti per il Santissimo Sacramento assicurati in extremis: incombe la crisi economica

Cava de’ Tirreni, festeggiamenti per il Santissimo Sacramento assicurati in extremis: incombe la crisi economica. Tutti i dettagli in un articolo a nome di Giuseppe Ferrara presente nell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno. Festeggiamenti in onore del Santissimo Sacramento assicurati in extremis . Il presidente dell’Ente Monte Castello, Mario Sparano , fa i conti e “bacchetta” i cavesi: «Servono 14mila euro per ripianare i debiti dello scorso anno e altri 18mila euro per garantire i festeggiamenti di quest’edizione». Lo ha confermato in una conferenza che s’è tenuta ieri mattina, presso il Palazzo Vescovile di piazza Duomo, alla presenza del sindaco Vincenzo Servalli e dell’assessore alla Cultura Armando Lamberti.

Anche quest’anno, quindi, i festeggiamenti si faranno ma con l’acqua alla gola. In totale serviranno almeno 32mila euro e l’Ente Monte Castello ha dato il via alla ricerca dei fondi necessari. Se, infatti, la tradizionale questua porta a porta ancora una volta non sarà praticabile a causa del Covid, il presidente conta comunque sul contributo dei fedeli – nonostante negli ultimi anni si sia registrato un netto calo nella partecipazione alle offerte per la festa – e, contestualmente, si affida all’amministrazione comunale per appianare la situazione economica.

Ieri mattina, però, Sparano non ha nascosto un evidente rammarico per l’andamento calante della partecipazione cittadina alla raccolta fondi. «Spero vivamente che quest’anno i cavesi dimostrino maggiore affezione ai festeggiamenti rispetto al passato – ha commentato Sparano – . Non mi spiego come, prima dell’euro, con la questua riuscissimo a raccogliere anche 60 milioni di vecchie lire mentre lo scorso anno nella giara c’erano appena 800 euro. Quest’anno non solo abbiamo aperto un conto dedicato e reso noto il codice iban, ma abbiamo posizionato anche 77 salvadanai per incentivare e favorire la raccolta di fondi».

Il sindaco Servalli, invece, ha chiarito i termini del contributo comunale. Nonostante la sofferenza di cassa e i salti mortali che si stanno facendo in vista dell’approvazione del bilancio di previsione, da Palazzo di Città si è riusciti a ritagliare un capitolo di circa 6mila euro che serviranno da acconto per la copertura dei debiti dello scorso anno, in modo tale da mettere un’ipoteca sull’accensione dell’ostensorio quest’anno e rassicurare economicamente, anche sulle somme pregresse, la ditta che si occuperà dell’installazione. «Abbiamo fatto un’operazione borderline per dare la certezza che il Comune faccia la sua parte – ha detto Servalli – . Riduciamo la festa all’essenziale anche per restituirle il suo senso più profondo. L’unica incognita restano i fuochi. Ma questo dipende dagli organi preposti e dalle loro disposizioni in materia di pubblica sicurezza». Poi l’appello: «So che i cavesi sono presi da mille preoccupazioni, ma anche il più piccolo contributo sarà ben accetto. Agli imprenditori che sono stati bravi e hanno guadagnato di più nonostante il Covid chiedo, invece, di fare uno sforzo maggiore per sostenere la festa con la certezza che il prossimo anno saremo tutti più sereni per poter organizzare i festeggiamenti nel pieno della loro bellezza».

Una grossa mano, inoltre, la sta dando anche l’Accademia musicale “Santa Cecilia” del presidente Biagio Napolano , che già lo scorso anno aveva investito circa 5mila euro per assicurare che il grande ostensorio venisse installato e acceso e che, anche quest’anno, si è detta disponibile a versare una cifra analoga e ad allestire contestualmente un museo sulla storia del Santissimo Sacramento così da avvicinare le nuove generazioni a una tradizione cavese che non è solo fuochi d’artificio e mevza (la milza tradizionalmente cucinata in questo periodo). Intanto, sempre ieri mattina, è iniziato il montaggio del grande ostensorio luminoso a ridosso del Castello di Sant’Adiutore, che sarà acceso il prossimo 4 giugno.

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