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Cava de’ Tirreni: Comune in rosso, dieci immobili all’asta

Cava de’ Tirreni: Comune in rosso, dieci immobili all’asta. A fornirci tutte le informazioni è Giuseppe Ferrara in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno. cAAlienazioni per salvare il bilancio: fioccano le aste pubbliche. Parte da Palazzo di Città la vendita di dieci unità immobiliari che rientrano nel patrimonio dell’Ente, più un terreno già aggiudicato. Il Comune conta, così, di recuperare quasi 1 milione di euro, al netto di quanto aveva già incassato nei mesi scorsi dalla vendita di altri locali, per cercare di ripianare i conti in cassa prima dell’approvazione del bilancio, slittata a fine luglio. A scorrere l’elenco delle ultime determine pubblicate dal Comune, infatti, saltano agli occhi i diversi bandi di gara relativi agli avvisi di asta pubblica per l’alienazione di alcuni immobili che appartengono al patrimonio comunale. Dieci locali disseminati su tutto il territorio cittadino. In particolare saranno battuti all’asta, nei prossimi giorni, cinque unità immobiliari tra le frazioni di Dupino, Passiano e Pregiato; quattro locali di un compendio immobiliare in via Arena e, infine, un box in via Guariglia per un totale a base d’asta di circa 860mila euro.

All’elenco si aggiungono, poi, gli immobili che il Comune ha già venduto nei mesi scorsi: un terreno in via Nigro (assegnato per un totale di 95mila euro), l’ex Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo (1,7 milioni di euro) e i capannoni di via Gino Palumbo, con annesso piazzale oggi occupato da un distributore di carburante (1 milione e 28 mila euro). Somme queste che serviranno, almeno in parte, a riequilibrare i conti di Palazzo di Città considerato che nei giorni scorsi il sindaco Vincenzo Servalli aveva confermato quanto si vociferava già da tempo tra i corridoi di Palazzo di Città: a seguito dell’emergenza sanitaria e dei mancati tributi versati all’Ente, il Comune si è ritrovato a dover far fronte a una significativa sofferenza di cassa. Ed era stato proprio il primo cittadino a quantificare, dopo un’attenta ricognizione affidata agli uffici competenti, tale deficit in una somma che si aggira intorno ai 7 milioni di euro. Cifre che mettono a repentaglio l’approvazione dei rendiconti delle spese comunali a cui si sono aggiunti, nei mesi scorsi, anche solleciti da parte della Corte dei Conti che ha evidenziato al Comune una percentuale troppo bassa (circa il 11%) di riscossione coatta dei tributi evasi.

Circostanze che se da un lato vedono l’assessore al Bilancio Antonella Garofalo impegnata a disporre un’attenta ricognizione di quelli che sono tutti i crediti vantanti e non riscossi dal Comune negli ultimi dieci anni; dall’altro interessa anche l’assessore al Patrimonio, Lorena Iuliano , che, dal canto suo, ha sulla scrivania il piano triennale degli immobili da vendere per fare cassa.

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