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Castellammare-Sorrento, doppio binario circumvesuviana: il comune blocca i lavori

Fiorangela d’Amora racconta su “Il Mattino” in edicola oggi della battaglia che porta avanti l’Eav per raddoppiare i binari della circumvesuviana. Ecco cosa scrive.

È la guerra del traforo. Mancano i permessi e il cantiere Eav finisce sotto sequestro. A disporre ieri mattina la misura, contro un’area di appoggio per i rocciatori e operai impegnati nel raddoppio della linea della Circum tra Torre Annunziata e Castellammare, sono stati i vigili urbani su segnalazione del sindaco Gaetano Cimmino. Un’ora dopo, il presidente dell’Eav, Umberto De Gregorio, arriva in città e davanti ai sigilli ne chiede il dissequestro.

L’ennesimo scontro si consuma sulle ceneri di quelle che furono le Terme stabiane. Il cantiere si trova all’interno del Parco Idropinico, sul versante che affaccia sui binari della linea Napoli-Sorrento e sulla collina che dovrà essere traforata per realizzare la seconda galleria. Per l’opera già finanziata con 173 milioni di euro, Eav corre veloce: entro il 2024 il raddoppio va concluso fino a Castellammare, mentre dovranno terminare entro il 2026 i lavori di potenziamento tecnologico, finanziati dal Recovery Found, della linea fino a Sorrento. Sul versante stabiese, per terminare gli ultimi 700 metri del progetto bisogna scavare sotto la collina di Varano e mettere in sicurezza la stessa, con il placet della Soprintendenza, della Regione e anche dello stesso Comune che ha approvato il piano definitivo nel 2019. Ora, nonostante i dubbi di molti sull’utilità di un doppio binario che si ferma a Castellammare e non arriverà fino a Sorrento, lo scontro si è acceso sulle presunte mancate comunicazioni di Eav all’ufficio tecnico comunale circa i lavori da fare e le aree da occupare tra Varano e il Parco delle Terme. I vigili hanno mandato via gli operai già all’insediamento del cantiere il 24 aprile scorso; ieri si è passati ai sigilli a seguito della sistemazione su una piattaforma di calcestruzzo dei container che dovranno servire come dormitorio e mensa per gli operai. È quella che Cimmino definisce «una colata di cemento». «Quei lavori – spiega il sindaco – non sono autorizzati e lo scempio nelle Terme è un atto arrogante e totalmente illecito». Appena 24 ore prima il consiglio comunale aveva inoltre approvato, su proposta del consigliere di Leu Tonino Scala, la richiesta di sospendere i lavori del traforo finché non sarà approvato il progetto del raddoppio dei binari Circum fino a Sorrento.

Ma le opere già decise vanno avanti e De Gregorio lo ribadisce con forza: «Non vi è nulla di abusivo, si tratta di lavori assolutamente legali – precisa il presidente di Eav -. Si tratta di opere provvisorie, quindi rimovibili alla fine dei lavori, che non necessitano di alcuna autorizzazione. Chiederemo il dissequestro. C’è chi vuole restare nel Medioevo, noi invece guardiamo al futuro». Parole che hanno alimentato lo scontro, già molto teso. «Le autorizzazioni di cui parla De Gregorio sono in corso d’opera – spiega Scala – e la conferenza dei servizi non si è ancora conclusa. Come accaduto per la collina di Varano si entra in casa d’altri senza chiedere permesso».Il presidente di Eav ha visitato anche la nuova stazione di Castellammare Scavi, che rappresenta lo snodo centrale futuro per raggiungere le Ville Romane di Varano, dove sorgerà un parcheggio interrato. Poco distante dalla nuova stazione dovrebbe nascere la tanto discussa seconda galleria, «indispensabile per mettere in sicurezza il tunnel esistente spiega De Gregorio -. Il rischio è che si fermi del tutto la Circumvesuviana. Inoltre senza la nuova galleria, sarà inutile procedere ai lavori di potenziamento del tratto tra Castellammare e Sorrento e ridurre i tempi di frequenza dei treni da 24 a 12 minuti». Argomentazioni che hanno convinto i residenti in collina, ma che ora, nonostante il sì di un anno fa in consiglio, non piacciono nemmeno all’amministrazione. «Si dia priorità al parcheggio nella stazione di Pioppaino e all’ascensore da piazza Unità d’Italia verso il Solaro. Questa fretta di sventrare la montagna – dice Cimmino – e realizzare colate di cemento nelle Terme va contro ogni regola e ogni principio di legalità».

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