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Castellammare, il San Leonardo è Covid free «Zero positivi da tre giorni»

Castellammare, il San Leonardo è Covid free «Zero positivi da tre giorni». Come scrive Fiorangela d’Amora per ilMattino. Ospedale San Leonardo Covid free, reparti riconvertiti e zero positivi. La buona notizia aleggia tra le stanze del nosocomio di Castellammare da ormai tre giorni, infermieri e medici hanno visto diminuire l’accesso dei positivi lentamente ma senza ritorni di fiamma, e ora che la curva sembra rallentare del tutto anche l’organizzazione interna riparte. «Abbiamo ridestinato al percorso pulito il terzo piano della Medicina Generale che ora conta 32 posti letto – spiega Rosalba Santarpia, dirigente medico – non abbiamo più ricoveri per Covid e questo ci permette di respirare allargando l’offerta di assistenza».

I TRASFERIMENTI

Il terzo piano dell’ala nuova era stato trasformato poco dopo Natale per il ricovero dei pazienti positivi: doppie porte, procedure rigide per la vestizione e svestizione degli infermieri, ambienti isolati e percorsi dedicati. Oggi quelle porte si sono aperte e sarà il primario Carmine Coppola a gestire gli ammalati ordinari e i pazienti in arrivo. Riconvertita anche la Rianimazione che negli ultimi mesi era stata essenziale per la gestione dei casi gravi, supportando l’attività del Pronto Soccorso fin dall’accettazione delle ambulanze. I rianimatori valutavano i casi già nel parcheggio dove ai positivi veniva offerta la prima assistenza e fatta l’anamnesi. «Sono rimasti due posti all’interno della Rianimazione – continua Santarpia – che serviranno in casi di emergenza e se dovessero arrivare positivi che hanno bisogno di ventilazione e cure specifiche. Per ora anche se dovessero entrare dei pazienti Covid abbiamo disponibilità nei centri specializzati dove riusciremmo a trasferirli senza affanni». I «sospetti» continuano ad arrivare, l’ultimo ieri pomeriggio, ma accade sempre più spesso che il tampone sia negativo. Così il paziente, dopo aver atteso l’esito in una zona di filtro, entra eventualmente nel reparto dove verrà curato.
L’emergenza Covid ha dato una nuova pelle all’ospedale stabiese, geograficamente al centro dell’azienda sanitaria ma più centrale anche nei piani della direzione. Durante la fase acuta della pandemia è stato assieme a Nola uno dei pochi ospedali a gestire le emergenze dei percorsi pulito e sporco. Ora che di Covid non ne entrano più, sono aumentati vertiginosamente gli accessi al pronto soccorso. «Ci sono giorni in cui gestiamo oltre 100 pazienti – prosegue la dirigente – all’interno dell’Asl 3 Sud solo noi e Sorrento abbiamo mantenuto il pronto soccorso. La pandemia ha obbligato l’azienda a convertire alcuni ospedali e chiudere i pronto soccorso di Boscotrecase e Torre del Greco». Così Castellammare, che ha sempre fatto tutto, ora torna l’unico centro di emergenza per i codici rossi, l’altro all’interno della Napoli 3 è a Nola, a 30 chilometri di distanza. Il reparto oggi è diretto dal primario Giuseppe Aiello, mentre il primario dell’Unità Complessa della Medicina d’Urgenza Pietro Di Cicco ha lasciato il San Leonardo durante la terza ondata, trasferito al Covid di Boscotrecase per la gestione delle terapie intensive. Ma dietro la ventata di ottimismo c’è anche l’annoso problema della carenza di personale. Se da un lato infermieri giovani sono arrivati e si sono formati proprio durante la pandemia, dall’altra molti medici hanno lasciato il San Leonardo. Qualcuno momentaneamente trasferito, ma altri hanno vinto concorsi in altre aziende o avevano contratti a tempo. «Abbiamo almeno dieci medici in meno – conclude Santarpia – e devo dire grazie all’abnegazione di chi è rimasto se siamo usciti e aver mantenuto un livello di assistenza alto».

I REPARTI

D’accordo anche il direttore unico degli ospedali di Castellammare, Sorrento e Vico Equense, Giuseppe Lombardi. «Non abbiamo positivi da alcuni giorni nemmeno a Sorrento – spiega – ma prima di convertire anche l’ospedale della penisola vorrei aspettare ancora. Abbiamo pochi medici e nonostante tutto siamo riusciti a gestire le file di ambulanze, a migliorarci in corso d’opera». Una carenza di personale che ha colpito il Pronto Soccorso, mentre nei reparti, la specializzazione di molte branchie è andata avanti garantendo interventi chirurgici anche specialistici durante la pandemia. È successo così anche per i dializzati positivi o negativi, che hanno potuto continuare le cure salvavita nel reparto della primaria Maria Rita Auricchio che nel San Leonardo ha il centro dialisi più grande della Napoli 3. È successo così per le neo mamme e i prematuri. Emblematica la storia di una donna di 48 anni, ancora ricoverata al terzo piano del San Leonardo, che non credeva di essere incinta ed ha partorito in casa. La mamma, di origini marocchine, aveva avuto un’emorragia post parto e l’equipe del primario Eutalia Esposito le ha salvato la vita.

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