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Amalfi, il Comune perde l’appello contro il “Mariano Bianco”, ma i bambini rimangono senza ascensore. Vicenda surreale

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Amalfi, una vicenda che ha dell’incredibile. Il Comune capoluogo della Costiera amalfitana ha impedito illegittimamente lavori che avrebbero potuto portare alla realizzazione di un ascensore per i bambini della scuola con la presunta esistenza di un pericolo che non è stato ritenuto tale dal Tar di Salerno,  non contenti hanno fatto anche appello perdendolo, una vicenda surreale se si fanno parlare solo i fatti, ebbe pubblichiamo un resoconto

Il fatto. Con l’appello in esame il Comune di Amalfi ha impugnato, chiedendone l’annullamento, la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania – Salerno (Sezione Seconda) resa tra le parti, che aveva accolto il ricorso presentato dalla Fondazione avverso la nota della Polizia Municipale prot. 195/2011, con cui si disponeva di provvedere alla rimozione di “materiali, attrezzature, baraccamenti e automezzi” insistenti sull’area “compresa tra il cunicolo di deflusso del garage pubblico Luna Rossa e il marciapiede antistante la c.d. Chiesa delle suore”, nonché avverso l’ordinanza sindacale n. 30, del 12 marzo 2011, adottata ai sensi dell’art. 54, co. 2, d.lgs. n. 267/2000 (TUEL). Con tale ordinanza, rilevato che non era stata data esecuzione alla suddetta nota della Polizia Municipale, si ingiungeva di provvedere ad horas alle operazioni di rimozione, avvertendo che, in mancanza, si sarebbe proceduto alla rimozione d’ufficio. Gli oggetti di cui si chiedeva la rimozione erano funzionali allo svolgimento di lavori di manutenzione straordinaria da parte della ditta destinataria degli atti impugnata, a ciò incaricata dalla Fondazione.
Il Tar Campania Sez. II^ Salerno, ritenendo fondati i motivi e le argomentazioni sostenute dall’Avv. Giovanni Maria di Lieto, difensore della Fondazione, aveva annullato l’ordinanza sindacale, per l’insussistenza di un pericolo di danno grave ed imminente per l’incolumità pubblica, che potesse legittimare l’adozione di un mezzo extra ordinem, non fosse fronteggiabile con gli ordinari strumenti di amministrazione attiva, considerato che “la particolarità della situazione era rimediabile nell’immediato con gli strumenti ordinari, e in particolare con l’esecuzione in danno”.
Il Comune di Amalfi ha proposto appello al Consiglio di Stato per l’annullamento e la riforma della sentenza del Tar Campania Sez. II^ Salerno.
Con sentenza pubblicata il 10/05/2021, il Consiglio di Stato Sez. II^ – Roma ha ritenuto fondate le argomentazioni e le tesi sostenute dall’Avv. Giovanni Maria di Lieto, difensore dell’appellata Fondazione, ha respinto il ricorso proposto dal Comune di Amalfi, confermando la sentenza impugnata del Tar Salerno.

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