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Al via il “Trento Film Festival” in collaborazione con il CAI

E’ in pieno svolgimento la 69. edizione del Trento Film Festival, il festival di cinema e culture di montagna, che iniziato il 30 aprile conoscerà il suo epilogo il 9 maggio. Il festival si era organizzato per un’edizione interamente digitale, ma l’annunciata riapertura dei cinema e il ritorno del Trentino in zona gialla ha spinto la manifestazione a una riorganizzazione dal vivo, così da poter nuovamente assaporare la magia di entrare in sala e il fascino del grande schermo. Tutti i 98 film in selezione saranno dunque proiettati al Multisala Modena di Trento, seguendo le normative e i protocolli legati all’emergenza sanitaria. I film saranno disponibili anche online fino al 16 maggio sulla piattaforma dedicata online.trentofestival.it. Sui canali social del manifestazione sarà inoltre possibile assistere a decine di eventi alpinistici, letterari e scientifici che verranno trasmessi in live streaming. In programma diverse iniziative culturali in collaborazione con il CAI all’insegna della valorizzazione e del rispetto dell’ambiente e del complesso rapporto ambiente natura. Il percorso cinematografico con il quale sarà raccontata la Groenlandia, Paese ospite della sezione “Destinazione”, ha l’obiettivo di stimolare la riflessione e il confronto sulla crescita sostenibile e la perdita della biodiversità, il rispetto e la convivenza con le altre specie animali e vegetali. Tra le anteprime, il lungometraggio in concorso “Sogni di Grande Nord” che segue lo scrittore Paolo Cognetti in un viaggio tra le Alpi e l’Alaska, sulle tracce dei suoi maestri letterari;  “La casa rossa” di Francesco Catarinolo, che documenta la vita e il lavoro, ai tempi del Covid, dell’esploratore altoatesino Robert Peroni, da 30 anni stabilitosi in Groenlandia.Infine una menzione particolare merita il documentario di Francesca BorghettiClimbing Iran” che ha come protagonista Nasim Eshqi (nelle foto in basso), unica donna a essere una free-climber professionista in Iran ad avere aperto nuove vie, una settantina in tutto, in patria e all’estero. La storia di Nasim è una storia di tenacia e di coraggio, nello sfidare a mani nude la montagna in alta quota ma anche nel cercare la propria strada nella vita, superando le restrizioni che una società conservatrice impone ancora alle donne in Iran. a cura di Luigi De Rosa

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