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A 59 anni scompare il modello e cantautore britannico Nick Kamen, sconfitto dalla malattia

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A soli 59 anni è morto il modello e cantautore britannico Nick Kamen. A dare la triste notizia su Instagram l’amico e collega Boy George. In tanti ricorderanno l’esordio di Nick Kamen nel 1985 come modello per uno spot dei jeans Levi’s 501 nei quali lo si vedeva entrare in una lavanderia in jeans e maglietta bianca e togliersi poi i vestiti prima di metterli in lavatrice. A notarlo fu la cantante Madonna che decise di lanciarlo come cantante. Nel 2018 fu lo stesso Kamen, tramite un post su Instagram, a comunicare di essere in cura per un tumore.

Fra i suoi più grandi successi ricordiamo il primo album nel 1987 intitolato semplicemente Nick Kamen contenente tra l’altro il brano Win Your Love e Loving You Is Sweeter Than Ever. Il disco lo consacrò quale icona della musica pop di quel periodo. La sua indubbia prestanza fisica e il suo aspetto gradevole contribuirono non poco a creare un’immagine che conquistò molte teenager.

A meno di un anno dall’album di debutto, nel 1988, uscì Us, disco prevalentemente registrato negli Stati Uniti come il precedente, che si avvaleva della produzione di Patrick Leonard, già produttore anche di Madonna, e di Madonna stessa, presente nei cori del singolo Tell Me, che faceva da apripista.

A fine 1988 Nick pubblicò solamente per l’Italia il disco di remix Loving You, contenente l’inedito Don’t Hold out e versioni riarrangiate di alcuni successi dei primi due album. Nel 1989 incise la canzone Turn It Up per la colonna sonora del film della Walt Disney Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi di Joe Johnston.

Seguì un periodo di silenzio che durò fino al 1990, quando finalmente Kamen tornò sulla scena con un nuovo look e sonorità molto più mature delle precedenti, già udibili in I Promised Myself, il singolo che precedeva l’album Move Until We Fly. In questo album si nota un nuovo tratto malinconico e comincia a mostrare un altro aspetto dell’interprete, che si accentuerà in seguito: quello più profondo, introspettivo e lontano dalle contaminazioni tipiche del pop americaneggiante e spensierato degli anni Ottanta.

Dopo un breve tour di concerti dal vivo in Europa fra il 1990 e il 1991, Nick Kamen fece il suo rientro a Londra prendendosi il giusto tempo per imbastire e registrare un nuovo lavoro, il terzo della sua carriera. Infatti nel 1992 fu il turno di Whatever, Whenever, album dalle sonorità decisamente più vicine al pop britannico, decisamente meno elettroniche dei precedenti. Il successo commerciale si rivelò modesto e segnò a tutti gli effetti la fine della carriera musicale di Kamen, che dal 1993 in avanti fece perdere in breve tempo le proprie tracce.

Nonostante un discreto numero di fan e alcuni siti e pagine social non ufficiali all’attivo, il cantante si ritirò quindi a vita privata, dedicandosi soprattutto alla pittura, a exhibit e a produzioni audio e video prevalentemente nello scenario indipendente. La stampa tornò a parlare di lui fra il 1998 e il 2001 per la sua relazione con l’attrice e presentatrice televisiva Amanda De Cadenet per la quale si spostava da Londra a Los Angeles. Riebbe poi notorietà verso il pubblico nel 2002 quando fu messo in copertina dalla rivista di moda Vogue, e nel 2003 quando la boyband svedese A*Teens pubblicò una propria versione di I Promised Myself riportando il brano al primo posto delle classifiche svedesi. Nello stesso anno affrontò il lutto per la morte di suo fratello minore, Barry.

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