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Napoli. Musica. “FORMAE” DI LINO CANNAVACCIUOLO. foto

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Articolo di Maurizio Vitiello – DA DOMANI “FORMAE” DI LINO CANNAVACCIUOLO.

Napoli è sempre creativa.

L’album/opera del violinista sarà disponibile in tutti gli store digitali da venerdì 7 maggio 2021.

Suonano in “Formae”: Alessandro D’Alessandro – organetto; Damiano Davide – pianoforte; Gabriella Grossi – sax baritono; Lino Canavacciuolo – Violino; Mandoloncello, Mandolino.

Esce domani, venerdì 7 maggio 2021, “Formae”, il nuovo disco del violinista e compositore Lino Cannavacciuolo insieme al videoclip del brano di presentazione “Serenata”.

L’opera autoprodotta, vero viaggio nella musica napoletana, dal Settecento ai giorni nostri, riletta ed interpretata dall’artista flegreo, sarà, infatti, disponibile in tutti gli stores digitali. Suggestiva già la copertina con la fascinosa scultura “Sirena – 2021” del Maestro napoletano Lello Esposito, raffigurante proprio la sirena Partenope.

Con dieci tracce Cannavacciuolo racconta alcune tra le pagine più importanti della tradizione e la direzione dei suoi stessi passi da essa ispirati.

C’è la “Gagliarda napoletana” di Antonio Valente per il Cinquecento, la “Tarantella di Masaniello” come simbolo del Seicento e la settecentesca “Sinfonia dalla Partenope” a ricordare Leonardo Vinci, oltre ad altre perle preziose tra cui composizioni originali dello stesso Cannavacciuolo.

La veste musicale diviene ancora più particolare, perché cucita con violino, pianoforte, mandoloncello, organetto e sax baritono in un’insolita formazione “da camera”.

L’album, dal contenuto transculturale, com’è nella natura della città di Partenope, è influenzato dalla storia di fasce sociali differenti quanto lo sono i pianeti musicali attraversati e assorbiti nel corso del tempo dal tessuto culturale, molto “glocal”.

Ancora una volta, il violinista flegreo, fedele alla sua instancabile natura esploratrice, scopre, sperimenta e supera gli orizzonti già noti motivando una sequenza ideale.

Abitante felice dei luoghi della tradizione, Cannavacciuolo li rivisita con uno sguardo personale e un bagaglio di esperienze pluridecennali, “venendo in soccorso a un Tempo che sembra aver smarrito le sue forme”, co-e dichiara egli stesso in riferimento al momento storico in cui nasce il suo lavoro.

Le ricerche di Lino Cannavacciuolo ci portano a un livello alto di musica e di rifrazioni linguistiche.

Ecco una breve bio-scheda sull’artista:

Lino Cannavacciuolo, violista e compositore, nasce a Pozzuoli (Na). Diplomatosi al conservatorio San Pietro a Majella di Napoli sotto la guida dei Maestri Giuseppe Prencipe e Angelo Gaudino, il suo debutto da professionista è stato precoce e prestigioso. Nel 1981 viene scritturato dalla compagnia di Luca De Filippo per lo spettacolo La donna è mobile, per la regia del grande Eduardo De Filippo. Cannavacciuolo è l’unico artista al mondo ad aver pubblicato un album per la prestigiosa collana Buddha Bar e, grazie anche alla sua storica collaborazione con Peppe Barra, è diventato uno degli autori di brani “iconici” nei più disparati ambienti musicali. Arrangiatore, produttore e compositore di numerose colonne sonore per il cinema e la tv, ha iniziato la sua carriera al fianco di Roberto De Simone e collaborato con i più grandi artisti contemporanei come Pino Daniele, Claudio Baglioni, Adriano Celentano e Edoardo Bennato, ma anche con Tony Levin, Tullio De Piscopo, Gigi De Rienzo, James Senese, Eugenio Bennato, Alfio Antico, Solis String Quartet, Antonio Infantino, Daniele Sepe, Don Moye, Joe Amoruso, Enzo Avitabile, Fratelli Mancuso, Lina Sastri, Toni Esposito, Alan Wurzburger, John Giblin, Jenny Sorrenti, Gabin Debir, Patrizio Trampetti, Dennis Bovell. Con i suoi spettacoli si è esibito in Italia e all’estero (Russia, Stati Uniti, Francia, Austria, Belgio, Svizzera, Inghilterra, Tunisia, Spagna, Egitto), ospite dei più grandi e importanti teatri e festival.

Da ascoltare.

Maurizio Vitiello

 

 

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