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Vaccino AstraZeneca: l’Italia aspetta news da Ema tra preoccupazioni e timori

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Vaccino AstraZeneca: l’Italia aspetta news da Ema tra preoccupazioni e timori. Continua a crescere il caos intorno al vaccino AstraZeneca dopo i diversi casi sospetti di trombosi, soprattutto tra donne di età compresa tra i 25 e i 65 anni. In via precauzionale, dunque, l’Italia e diversi stati europei avevano sospeso le somministrazioni del farmaco. Dopo un breve stop alle somministrazioni, il 18 marzo l’Italia ha ripreso le vaccinazioni con AstraZeneca.

Il 31 marzo la Germania ha sospeso la somministrazione di AstraZeneca per gli under 60, preoccupata da 31 casi sospetti di trombosi, di cui 29 tra donne di età compresa tra i 20 e i 63 anni. Oltre alla Germania, lo stop è stato disposto anche daFrancia, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia, Islanda e Canada.

Intanto, l’Italia attende news dall’Ema, l’agenzia europea del farmaco, che potrebbe fissare nuovi parametri e stabilire limiti, per categorie e età.

“Allarmato” anche il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il quale però non punta il dito sulla valenza del farmaco, quanto sulla mancata chiarezza nei protocolli da seguire per le somministrazioni. «È urgente che il governo chiarisca ad horas la utilizzabilità del vaccino AstraZeneca. Il disastro comunicativo e le decisioni di altri Paesi stanno determinando una situazione di crollo nelle somministrazioni. Invitiamo il governo a decidere subito sulla utilizzabilità per evitare blocchi drammatici nelle somministrazioni ».

Il governatore, dunque, è tornato a parlare del vaccino russo Sputnik, sperando che questo venga approvato al più presto: «Questa situazione rende ancora più urgente un pronunciamento dell’autorità di controllo Aifa sul vaccino Sputnik. È interesse dell’Italia non perdere un minuto di tempo. Ogni giorno perduto nella valutazione di questo vaccino è un atto di irresponsabilità verso il Paese».

«Per maggiore precauzione è possibile che l’Ema indichi che per una determinata categoria è meglio non utilizzare il vaccino anti-Covid di AstraZeneca. È accaduto anche per tanti altri farmaci e nel caso di AstraZeneca il vaccino è stato utilizzato in un numero estremamente alto di soggetti, mentre gli eventi trombotici rari segnalati sono pochissimi. Non vi è ombra di dubbio che vi sia un rapporto rischio-beneficio positivo. L’Ema può individuare dei sottogruppi di popolazione che presentano un comun denominatore per un maggiore livello di rischio e valutare il rapporto causa-effetto in tali gruppi. L’esclusione di determinate categorie dalle somministrazioni rientra nei processi di farmacovigilanza ed è già successo per tanti altri farmaci, a partire dall’aspirina».

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