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Università . Riapre anche Fisciano, preoccupazioni per i trasporti in Costiera amalfitana

Università . Riapre anche Fisciano, preoccupazioni per i trasporti in Costiera amalfitana . L’Università di Salerno di Baronissi e Fisciano è diventata la preferita dagli studenti della Costa d’ Amalfi, per motivi logistici e organizzativi, per come è strutturata, con la zona arancione in Campania Ripartono in presenza le attività didattiche all’università di Salerno per i primi anni di corso di triennali, magistrali e corsi di studio a ciclo unico. In presenza anche le attività pratiche di laboratorio e di tirocinio. Idem per tirocini finalizzati a tesi e sedute di laurea, garantendo la modalità a distanza per gli studenti impossibilitati. Le nuove linee guida, definite con il passaggio della Campania in zona arancione, non soddisfano le rappresentanze sindacali, né le associazioni studentesche. In particolare, queste ultime, si soffermano sull’emergenza trasporti e sulla necessità di ripensare e ottimizzare il sistema mobilità.
LE PROCEDURE
Ad attaccare le indicazioni per la ripresa interviene la Cisl Unisa, che rileva l’assenza di un piano per gli studenti diversamente abili, ma anche la necessità di dare un segnale di ripresa alla comunità studentesca e alle numerose attività economiche presenti nelle strutture interne (mensa, punti di ristoro, cartolibrerie). «Ci chiediamo come verrà gestito il servizio trasporti da e per i campus, visto che si tratta di spostamenti che prevedono la creazione indiretta di assembramenti. Verranno aumentate le corse dei bus?», è il quesito posto dal Coordinamento LINK Unisa. «Non può che farci piacere la notizia della ripresa delle lezioni. Siamo stati in prima linea nel richiedere un piano organizzato per un rientro in sicurezza, considerando che il nostro ateneo è uno dei pochi che vanta una chiusura quasi totale commenta Giuseppe Luisi – La mancanza dei nostri spazi si fa sempre più pressante e intensa, ma dall’ateneo non abbiamo ancora chiarezza. Siamo perplessi per la mancanza di informazioni complete. Occorre chiarire quali saranno le modalità di rientro, quali tutele verranno garantite e se ci sarà un piano anche per le sedute d’esame della sessione estiva. Non sappiamo se sarà possibile frequentare le biblioteche e le aule studio, così come è stato nelle altre regioni. Questioni da prendere in considerazione, su cui non si può improvvisare ancora». Fondamentale garantire la fruizione anche da remoto per il senatore accademico, Michele De Rosa: «Tornare a vivere la vita dell’ateneo è fondamentale, soprattutto in università come la nostra che, per filosofia e tradizione, è il luogo dove la didattica si coniuga alla perfezione con la condivisione e il confronto tra noi studenti. La nostra carriera non si costruisce soltanto sui libri, ma anche incontrando i docenti, socializzando in attesa di convocazione a un esame, studiando sui gradoni delle scale dove ci interroghiamo a vicenda, stringendo libri e appunti che strabordano di post-it. È anche vivendo fisicamente il campus, che si costruisce la carriera universitaria. Per questo ora è importante essere cauti e rispettare i protocolli di sicurezza, per poter tornare definitivamente alla normalità». Spera che sia l’ultima ripartenza verso la normalità il professore Francesco Colace, docente di Internet of Things ad Ingegneria: «Vedere il campus già più popolato rende felici. Sono gli studenti i veri protagonisti. Sarà una riapertura controllata. È quasi un anno che tutti noi, in ambito globale, viviamo a distanza e interagiamo mediante interfacce digitali. Manca il rapporto docente-studente, gli sguardi, la risoluzione dei problemi, la comunicazione non verbale. D’altro lato abbiamo fatto enormi passi in avanti. L’Affective Computing che rientra nella mia disciplina analizza proprio le emozioni attraverso l’intelligenza artificiale. È evidente, l’insegnamento non può prescindere dalla dimensione in presenza, la Dad però è uno strumento nuovo ad integrazione di metodologie di studio innovative».

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