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Un anno senza Anna

Un anno senza Anna
Il 20 aprile 2020, giusto un anno fa, scompariva Anna Bartiromo, una delle voci più alte e limpide della cultura nella comunità sorrentina, e in Italia, per oltre cinquant’anni. “La scomparsa della poetessa e scrittrice di Piano di Sorrento– commentò lo scorso anno il critico Pasquale Di Matteo- è una perdita importante per l’Arte e per la Letteratura italiane. Leggere Anna Bartiromo è come diventare ciechi, per muovere le dita sui volti degli altri, riuscendo a coglierne i contorni”. Elegante, creativa, eclettica, talentuosa, infaticabile, vitale, appassionata, colta, curiosa, brillante, determinata, fiera, indomabile, Anna ha permeato di sé il suo tempo vivendolo sempre da assoluta protagonista. Se l’è portata via la primavera, la stagione che più cantava nelle sue indimenticabili liriche di leggiadra purezza, lasciando tutti i suoi innumerevoli estimatori affranti dall’inaspettato dolore, in primis il sindaco di Piano di Sorrento, Vincenzo Iaccarino, che facendosi voce della sua cittadina dichiarò: “La scomparsa di Anna Bartiromo non è solo la dolorosa dipartita di una concittadina conosciuta e stimata, ma rappresenta l’impoverimento culturale della nostra comunità, oggi orfana di un’artista dalle molteplici intuizioni e capacità espressive che tutti noi abbiamo imparato ad apprezzare nel corso degli anni”. Anna Bartiromo era un’intellettuale nel senso più ampio del termine, docente di Lingua e Letteratura Inglese, impegnata attivamente nel sociale, traduttrice, interprete, fine poetessa, eccelsa scrittrice, favolista e saggista, autrice di testi per il teatro e il cinema, giornalista, opinionista, animatrice di salotti letterari e televisivi. Tratti salienti della sua ponderosa produzione artistica, sia in prosa che in poesia, il contrasto tra intensità, profondità e spessore dei temi e contenuti, spesso densi di spunti sociali, filosofici ed esistenziali, e delicatezza, discrezione e garbo delle forme, segno della sua innata signorilità. Comune a tutte le poesie e gli scritti di Anna, l’elevato livello stilistico, la ricercata musicalità fonetica, le felici soluzioni sintattiche, la ricchezza lessicale che abbellisce di grazia e ritmo contenuti, concetti, emozioni, sensazioni, l’estrema sensibilità, umanità, empatia verso tutto il mondo vivente, esseri umani, animali, vegetazione, paesaggi. Spesso le liriche di Anna hanno una forte valenza sociale, dove la voce dell’autrice si erige, alta e netta, a esprimere il proprio disagio nei confronti di una società ingiusta e dolente nella quale non si identifica, e a denunciarne le pecche per risvegliare le coscienze. Altra grande ispiratrice della sua letteratura è la Natura, profondamente amata e rispettata, intimamente vissuta fino alla totale simbiosi, sempre strenuamente difesa. Molte sue liriche testimoniano intensi rapporti di vita e amicizia, tracce di viaggi e posti rimasti scolpiti nel cuore e nell’anima, incontri con figure che hanno stimolato il suo fervore creativo. Da sottolineare la costante attenzione culturale e formativa rivolta da Anna, attraverso le pregevoli fiabe, al mondo dell’infanzia, attraverso una scrittura scorrevole e coinvolgente capace di recare messaggi educativi fondanti. Sul suo destino di artista, un imprinting particolare, che ha raccontato lei stessa: trascorse i primi anni della vita nella casa di Leopardi, senza averne consapevolezza: “Ero una bambina avida di conoscenza, e sentivo dentro di me come un oracolo, un richiamo, una predestinazione. A sei-sette anni, appena appreso ad usare la penna, iniziai a vergare poesiole, pensieri, piccole storie. Come fossi guidata”. Anna Bartiromo risulta inserita in diverse Antologie di Letteratura contemporanea e moderna, e ha ottenuto, con i libri di narrativa, poesia, saggistica, insigni riconoscimenti. Tra i tantissimi premi, ricordiamo il Primo Premio assoluto al concorso “Giacomo Leopardi” a Torre del Greco; “Pensiere ’e femmena” per la Campania; “Il Fauno d’Oro” a Contursi Terme; “Histonium” a Vasto; la Medaglia d’oro della Città di Piano di Sorrento in qualità di cittadina insigne per la sua attività culturale e letteraria; il Franco Bollo d’Oro Città di Sorrento alla Cultura. Ma i confini della sua fama varcarono l’Italia, fino persino all’Ecuador, dal cui Consolato ha ricevuto un importante riconoscimento per tutta la sua produzione letteraria. Col suo editore Graus ha pubblicato: la raccolta di poesie “Italia viaggio d’amore” (2009); le raccolte di racconti: “Il viaggio maledetto e altri racconti di mare” (2007) e “Alla via così – Racconti di mare” (2010); le fiabe “Gocciolina sui sentieri del mondo (e altre favole ecologiche)” (2012); il pamphlet “Il naufragio della Concordia” (2012); i romanzi “Viaggio-avventura fra i pianeti del sogno” (2013) e “Quando l’abisso è il tuo corpo” (2015); l’ultima raccolta di racconti “L’imponderabile” (2017); l’ultima raccolta di liriche “Anemoni d’avorio” (2019). Il vuoto lasciato da Anna è incolmabile, ma è pieno di tutta la memoria di arte, letteratura e cultura che ci ha lasciato per illuminarci della sua luce. Me la figuro adesso, mentre, a bordo dell’astronave scintillante della sua fantasia inesauribile, ne sono certo, varca nei campi celesti con la sua Anima bella, quella del “fanciullino” pascoliano che coltivava sempre in sé, una capacità di emozionarsi e meravigliarsi che le permetteva di rifugiarsi nel suo mondo immaginario di perfetta luce, bellezza e armonia. Un dono che nulla aveva scalfito. Io credo, nemmeno la Morte.
Carlo Alfaro

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