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Stagione fallimentare per la Cavese matematicamente retrocessa a 2 giornate dalla fine del campionato

La Cavese, dopo aver subito l’ennesima sconfitta, questa volta dal Palermo, è matematicamente retrocessa in serie D. Inutili dunque i due derby rimanenti da giocare, il recupero di mercoledì con la Turris e l’appuntamento del prossimo weekend con l’Avellino. La formazione del patron Santoriello lascia il calcio professionistico dopo una stagione disastrosa dal punto di vista tecnico, con troppi cambi di rotta in panchina e troppa approssimazione sia nell’allestimento iniziale, sia nella ricostruzione invernale della squadra. La squadra campana è dunque già retrocessa senza passare per i playout perché, essendoci stata a inizio campionato l’esclusione del Trapani, era stato deciso di far sì che i playout del girone C fossero disputati tra le ultime quattro classificate, con la 19a (e ultima) che avrebbe affrontato la quart’ultima. Ma il regolamento ha un’ulteriore clausola: qualora l’ultima classificata (la Cavese), avesse avuto un distacco maggiore di 8 punti dalla quart’ultima, sarebbe retrocessa senza disputare i playout. La Cavese, pur con una partita in meno, dista 16 punti dalla Vibonese che al momento occupa la 16a posizione. A una sola giornata dal termine, il divario non può essere dimezzato e per questo motivo i campani sono automaticamente condannati. A seguito della partita contro il Palermo nessun tesserato della Cavese si è presentato in sala stampa. Una sconfitta che fa male dal punto di vista psicologico ma che è frutto di tanti fattori e scelte sbagliate. La paura di Santoriello nel proseguire con la decisione iniziale di affidare la panchina a Maiuri per darla poi a Campilongo e nuovamente a Maiuri, ha destabilizzato di gran lunga l’ambiente e i giocatori. Ora, però, non è tempo di rimpianti ma di rimboccarsi le maniche e riprogrammare la prossima stagione con nuovi obiettivi.

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