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Sorrento, Luigi Apreda il re del tufo

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Sorrento, Luigi Apreda il re del tufo. È uno spettacolo recarsi a Priora, frazione di Sorrento, nel suo laboratorio all’aperto sotto i pergolati tra limoni ed olivi ad ammirare le sue opere.

Luigi Apreda, sorrentino, classe 1964, si è creato un’attività artigianale singolare, se non unica in tutta la penisola sorrentina: la lavorazione della pietra tufacea. La penisola sorrentina è ricca di tufo grigio come conseguenza geologica dell’ignimbrite campana, una mega-eruzione dei Campi Flegrei che circa 39.000 anni fa fece depositare sulle coste sorrentine un’immensa quantità di materiali vulcanici trasformatisi in tufo grigio.

Il tufo sorrentino viene detto grigio, anche se ha scale cromatiche che variano dal beige chiaro al marrone intenso. La pietra tufacea è stata utilizzata nei secoli in penisola sorrentina già dalla remota antichità. L’utilizzo della pietra tufacea era molto comune sia per le costruzioni edili che per i muri di contenimento delle terrazze, ed il tufo pipernoide nei sec. XVII, XVIII e XIX veniva utilizzato per i portali, i pozzi ed i decori di androni, portoni e facciate dei palazzi gentilizi della penisola sorrentina. Stupendi soprattutto i portali di Meta, Piano e Sorrento.

Maestro Luigi Apreda è un autodidatta. Lavorava come operaio edile nella ditta dei “prefabbricati Maresca” e fu folgorato dalla bravura del suo capo-maestro titolare Franco Maresca nel lavorare il tufo.

Franco Maresca a sua volta, era figlio di uno degli ultimi cavatori del tufo sorrentino e trasmise quindi il suo know-how (mi si perdoni l’anglicismo) a Luigi Apreda.

Quindi all’allora 25enne Maestro Luigi a fine anni ’80 fu affidato un lavoro di costruzione di una piccola aiuola con pietre di tufo; Luigi riuscì ad esprimerne un piccolo capolavoro e da quel momento giurò eterna fedeltà al tufo.

Da quel momento da autodidatta ha evoluto la sua attività esclusivamente al tufo. È riuscito egregiamente a trasformarsi da operaio-manovale ad artigiano del tufo con spunti artistici rilevanti ed interessanti. Nella sua pluridecennale attività artigianale ed artistica ha prodotto dei veri e propri gioielli sia di restauro che di produzione creativa vera e propria. Con la fine della caveazione della pietra tufacea ad inizio XX sec. e la conseguente proibizione, Maestro Luigi si è specializzato in recupero di materiale tufaceo di risulta da vecchi muri dismessi o da qualsiasi angolo della penisola sorrentina. Si è dotato nel tempo delle specialissime motoseghe Comer, flex con dischi al carburo di tungsteno, martello e scalpello e si è messo all’opera.

Negli anni ’80 iniziò con i rivestimenti di facciata ed i restauri dei muri di contenimento delle terrazze agricole dei giardini sorrentini e poi negli anni ’90 ha affinato la tecnica esprimendosi in un pregevole artigianato artistico.

Sotto l’atavico pergolato del suo giardino è delizioso ammirare uno stupendo panorama sul Golfo di Napoli ad ovest e straordinarie creazioni artistiche ad est: cuspidi e guglie (pigne) per muretti, vasi, piccoli portagioie, panche, cornici, bomboniere, lampade, modellini di automobili d’epoca, fontane, acquasantiere, animaletti di ogni sorta quali rane, lucertole, ricci, gufi, uccelli ma anche colonnette, bocche di pozzo, caminetti, comignoli, cordoli, bugni, tratti di facciate; tutto rigorosamente in tufo. Mi mostra con umiltà ed orgoglio un bel bassorilievo riproducente Sant’Antonino patrono di Sorrento ed uno stupendo stagno con la disposizione copista di “opus reticulatum” per dare un tocco di finto archeologico.

Apreda si è specializzato soprattutto nel restauro dei portali delle case gentilizie.

Per i portali utilizza il tufo pipernoide, ovvero una qualità più compatta di tufo che nelle vecchie cave si estraeva dalle parti più interne e profonde e quindi geologicamente più pressate e compatte.

Stupendo il restauro eseguito ai portali ed ai costoloni (anche detti gattoni) di un palazzo recentemente restaurato a Via Vocale 12 a Meta. Altrettanto meraviglioso il restauro ed il ripristino del portale del Palazzo del Com.te Eugenio Davide nel centro storico di Piano di Sorrento.

Recentemente Apreda ha ristrutturato magnificamente anche il portale ed alcuni elementi della facciata dello storico Albergo Loreley di Sorrento. Un vero capolavoro di restauro, Apreda lo ha effettuato nel cortile ed all’esterno della bella Torre di Via Olivari a Meta, dove ha rimesso in sesto un cordolo-marcapiano, degli abachi, un meraviglioso pozzo centrale e dei portali rinascimentali al piano nobile della suddetta antica struttura. Maestro Luigi si è altresì specializzato in produzione di pozzi, cisterne e forni e mi ha mostrato il suo grazioso forno da pizze sotto il pergolato. Grazie alla sua appartenenza all’associazione “Peninsulart” nell’ultimo decennio ha avuto anche la possibilità di esporre molti dei suoi lavori in diverse mostre e manifestazioni. Viene coadiuvato dalla figlia Anna per la pubblicazione sui social di foto inerenti la sua attività artigianale. L’unico serio problema per la sua attività è rappresentato dalla scarsezza della materia prima. Essendo vietata la caveazione del tufo in penisola sorrentina ormai da un secolo, Maestro Luigi opera utilizzando esclusivamente materiale di risulta e recupero proveniente da vecchi muri, ahimè demoliti. Insomma, non possiamo che definirlo il “Re del tufo”.

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