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Salernitana:Monza nel pieno della tempesta otto giocatori fermati dall’ Asl

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    Valuteremo la cosa, certo non mi sembra il massimo”. Ieri Adriano Galliani aveva commentato così la leggerezza degli otto calciatori del Monza che lunedì, dopo l’allenamento mattutino, si sono recati al Casinò di Lugano, in Svizzera, contravvenendo alle normative anti Covid. Parole (e successivo comunicato,  di circostanza per l’AD dei biancorossi alla Gazzetta dello Sport, alla luce del polverone che si è alzato sull’argomento. Il fatto di non aver deciso di smentire seccamente l’accaduto, derubricandolo a una “leggerezza”, fa certamente riflettere. Oggi però l’ATS della Brianza, l’Agenzia di Tutela della Salute nata dalla fusione di Asl Monza e Asl Lecco, rende noto di “aver preso in carico i calciatori in questione e di aver attuato i protocolli del caso. Ieri sono stati sottoposti a tampone e oggi si attende l’esito, ma saranno attuate le direttive sanitarie previste”. Ciò significa che gli otto tesserati biancorossi dovranno effettuare (almeno) cinque giorni di isolamento domiciliare e non potranno partecipare alla trasferta di sabato a Salerno. Tutto ciò a prescindere dall’esito dei tamponi.

    Superando i confini e poi rientrando sul territorio nazionale, stando ai regolamenti ufficiali per il contenimento dei contagi, occorrerebbe compilare un’autocertificazione ed informare del proprio ingresso in Italia il Dipartimento di Prevenzione della ASL competente, sottoporsi a test molecolare o antigenico effettuato a mezzo di tampone e risultato negativo, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio italiano. In caso di mancata presentazione dell’attestazione relativa al test molecolare o antigenico prescritto, si è sottoposti a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria”. Fino al 30 aprile è in vigore l’Ordinanza 2 aprile 2021 del Ministro della Salute, secondo la quale “tutti coloro che hanno soggiornato o transitato, nei 14 giorni antecedenti all’ingresso in Italia, in uno o più Stati e territori di cui all’elenco C (stati UE, stati Schengen e Israele), indipendentemente dall’esito del test molecolare o antigenico già richiesto per l’ingresso in Italia, devono sottoporsi anche a un periodo di 5 giorni di quarantena presso l’abitazione o la dimora, previa comunicazione del proprio ingresso nel territorio  nazionale  al  Dipartimento  di  prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio. È obbligatorio, inoltre, effettuare un ulteriore test molecolare o antigenico al termine dei cinque giorni di quarantena”. Chiaramente nelle 48 ore antecedenti, gli otto monzesi erano in Italia. E Lugano è vicinissima al confine, ma la motivazione dell’espatrio non era e non è giustificabile in tempi di pandemia. Un qualcosa di radicalmente diverso rispetto, per esempio, ai rientri in Italia dei calciatori convocati in Nazionale (oltre ai motivi di lavoro, in quel caso i soggetti si sottopongono a tampone 48 ore prima di partire e poi al rientro, stando fuori per un periodo medio lungo di almeno 7-10 giorni). Spesso, si veda il caso recente della Nazionale italiana in Lituania, anche le bolle dei ritiri calcistici non impediscono contagi. Figurarsi una puntata… al casinò. Al di là della spasmodica ricerca del complotto, la vicenda risulta sicuramente di cattivo esempio da parte dei calciatori del Monza.

    Insomma, la vicenda è destinata a far discutere. I nomi dei protagonisti per ora non sono stati resi noti, ma non è da escludere che il Monza, dopo il comunicato (autogol?) di ieri possa decidere di diramare una nuova nota stampa per chiarire ulteriormente l’accaduto ed eventualmente confermare il provvedimento dell’Ats brianzola che, fra le altre cose, pare avrebbe attivato a sua volta l’Asl di Milano che sarebbe competente per alcuni dei calciatori protagonisti della fuga in Svizzera. Fa fede la residenza dei singoli, come è noto, e non l’ubicazione della sede sociale della squadra. Se non ci fossero stati provvedimenti del genere, l’ipotesi circolata nella serata di ieri vedeva la possibilità che l’autorità giudiziaria potesse muoversi e ispezionare l’albergo del ritiro prepartita del Monza nel giorno precedente al match. Fu fatto altrettanto prima di Spal-Salernitana, con un blitz dei carabinieri che vollero accertarsi della regolarità della trasferta del difensore, appena uscito dalla quarantena post Covid. La solerzia dell’Ats lombarda sembrerebbe scongiurare un episodio simile anche in Campania. La Salernitana adesso si concentra sul campo e proverà a non farsi distrarre da voci e provvedimenti delle autorità

    fonte salernitana news

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