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Sagrantino di Montefalco: storia e caratteristiche di un vino persistente

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Il vitigno Sagrantino è coltivato nella zona di Montefalco, in Umbria, sin dal medioevo. E’ proprio qui che raggiunge i risultati migliori.

La storia

Le prime testimonianze datano all’anno 1100, e vi sono due diverse teorie sulla sua origine. La prima sostiene una sua provenienza dall’Asia minore, da dove è giunto in Umbria al seguito di frati francescani. La seconda lo ritiene di origine greca, e ad  importarlo sarebbero stati dei monaci bizantini.

La storia del Sagrantino è legata all’importanza delle comunità religiose in Umbria e sembra che anche il nome “Sagrantino” si riferisca al suo uso sacro durante le funzioni religiose, oppure al termine “sagrestia” per indicare i locali per il clero annessi alle chiese cattoliche. Il Sagrantino più diffuso è oggi la versione secca, ma tradizionalmente se ne produce una versione passita, legata agli usi sacri e tutt’oggi prevista dalla DOCG Montefalco Sagrantino.

Caratteristiche

Il Sagrantino è un vino solenne, pieno, alcolico, dai tannini poderosi: uno dei vini più tannici che esistano al mondo, ma come si fa a riconoscerlo?

Il colore. Quando giovane è rubino scurissimo, inchiostro, da perdercisi dentro. Invecchiano tende al granato.

Al naso offre amarene, piccoli frutti di bosco, note terrose, fiori rossi, china, ma soprattutto anice stellato.

Al palato è pieno e ampio, caldo e di ottima persistenza. Quando lo assaggerete non lo dimenticherete facilmente, la sua trama tannica è tonante, ma seducente. La freschezza non è il suo forte e la mineralità la troverete solo in rari, fortunati casi.

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