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Riapre chi fa più vaccini ( che non ci danno ) . Il pesce d’aprile di Draghi

Si rimane chiusi,  ma una speranza ve la diamo, se fate più vaccini vi facciamo riaprire. Vaccini che non ci danno, con le vaccinazioni totalmente ferme in Costiera amalfitana in questa Settimana Santa, con roboanti annunci di futuri punti vaccinali all’USCA dopo la chiusura del punto vaccinale dell’Ospedale di Castiglione . Vanno ancora a rilento in Penisola Sorrentina, meno del dieci per cento della popolazione, lontani anni luce dalla soglia prevista e annunciata per luglio. Parliamo delle aree turistiche in complesso più importanti della Campania e forse del Sud Italia, che seguiamo quotidianamente.  Sembra uno scherzo, anzi, visto che oggi è il primo aprile, un pesce d’aprile, ma non lo è . Parliamo di Capri o  Positano, esempio di efficienza e sinergia Asl di Salerno con il Comune,  in un paio di settimane , se a tempo pieno e con i richiesti tre punti vaccinali, saremmo coperti tutti. Ma senza vaccini siamo ancora fermi agli ottantenni, in una settimana solo due giorni impegnati, manca la materia prima,   aspettiamo i vaccini! Magari dobbiamo andare a Chi l’ha visto.  Insomma ci aprono se ci vacciniamo, e cattivi noi che non lo facciamo,  ci incolpano dei contagi e della diffusione della pandemia per il coronavirus Covid-19, quando la colpa è delle istituzioni che non fanno tamponi e strategie per farci aprire in sicurezza, anche se i vaccini, per incapacità della politica, del sistema, della burocrazia, non ci sono. E vogliono puntare il lanciafiamme sui cittadini? Le chiusure che fanno morire di fame noi, ma non loro, sono colpa nostra che non ci vacciniamo?

Il regalo di Draghi alla Costiera amalfitana e Penisola sorrentina, le località che seguiamo , in particolare Amalfi, Sorrento, Positano, Ravello, Capri , le perle del turismo e della Campania, costrette a vedere altre omologhe località turistiche nel mondo che lavorano mentre qui si continua a stare chiusi. L’Italia resta ancora in rosso o in arancione. Ma la nuova stretta, che da martedì lascia aperte le scuole fino alla prima media, potrebbe non durare l’intero mese di aprile: il governo potrà decidere un allentamento delle misure nelle zone del Paese dove si registreranno contagi più bassi e numeri particolarmente buoni nella campagna di vaccinazione. Non è detto, insomma, che bar e ristoranti resteranno chiusi fino al 30 aprile. «Si guarda finalmente al futuro, le scuole riaprono e i concorsi riprendono», fanno filtrare da palazzo Chigi, «pur mantenendo il necessario rigore in ragione dei dati oggettivi dell’epidemia, ora c’è un meccanismo che consente di rivedere le restrizioni prima del 30 aprile». E potranno essere premiate, tornando in giallo, le Regioni che marciano più spedite nelle somministrazioni delle dosi «alle persone anziane o fragili».
Il nuovo decreto varato ieri sera introduce in più l’obbligo del vaccino per sanitari e farmacisti, lo scudo penale per chi somministra le fiale, sblocca i concorsi pubblici dal 3 maggio. E vieta ai governatori di Regione, nonostante la contrarietà messa a verbale in Consiglio dai ministri leghisti, di chiudere le scuole fino alla prima media. Ulteriore presa in giro, secondo noi, praticamente si tratta di un mese, di meno ma non di più, di scuola in presenza. Fra tamponi, burocrazia e riorganizzazione delle famiglie, del trasporto, a fine anno si torna a scuola, in quali condizioni e con quale spirito? Insomma miliardi spesi per i tavoli e misure di sicurezza per andare meno di un mese a scuola e si usano toni trionfalistici? L’unica spiegazione  è che oggi è il primo aprile, un Pesce d’Aprile che non ci fa ridere per nulla!

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