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Riaperture: autocertificazione (in attesa del pass) pass e coprifuoco alle 23: come cambiano gli spostamenti dal 26 aprile

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Riaperture: autocertificazione (in attesa del pass) pass e coprifuoco alle 23: come cambiano gli spostamenti dal 26 aprile

Prima l’autocertificazione e poi il pass. Dal prossimo 26 aprile l’Italia letteralmente ripartirà. Tra le misure del nuovo decreto in discussione in questi giorni, accanto alla riapertura dei ristoranti a cena e di cinema, teatri e musei, non solo potrebbe esserci una riduzione dell’orario di coprifuoco (con il limite orario serale spostato alle 23, come ha spiegato ieri il sottosegretario alla Salute Andrea Costa) quanto soprattutto torneranno finalmente le zone gialle e verrà eliminato il divieto di spostamento tra Regioni (se non per validi motivi). Vale a dire che, salvo ulteriori limitazioni locali, ad esempio ci si potrà spostare liberamente tra territori che rientrano nella stessa fascia di rischio gialla. Il discorso invece cambia per chi ha bisogno di spostarsi tra Regioni connotate con colorazioni differenti.

Per andare dal giallo all’arancione infatti (con la reintroduzione del giallo nel prossimo monitoraggio non dovrebbero esserci territori rossi), come al solito, servirà munirsi di autocertificazione. Con ogni probabilità però non basterà solo l’autocertificazione ormai nota a tutti gli italiani, ovvero il documento in cui bisogna documentare un motivo di lavoro, salute o necessità per motivare lo spostamento, ma ne servirà una sorta di appendice (quasi sicuramente sarà sullo stesso modello). Ci sarà cioè un campo aggiuntivo in cui bisognerà auto-certificare di aver completato il ciclo vaccinale (di aver quindi ricevuto prima e seconda dose) o di aver superato la Covid-19 o, in alternativa, di essersi sottoposti ad un tampone risultato negativo nelle 48/72 ore antecedenti lo spostamento. Una sorta di lascia passare – a cui come detto il governo sta lavorando in queste ore insieme ai tecnici del Comitato tecnico scientifico – pensato per evitare il travaso di contagi da una Regione all’altra e quindi tenere sotto controllo l’epidemia in vista dell’estate.

L’ESTATE
Tant’è che con lo stesso intento si sta lavorando anche con l’Europa per rendere più efficace questo strumento. Se per il green pass Ue (che sarà dedicato soprattutto al turismo internazionale e quindi il controllo passerà principalmente attraverso gli aeroporti) bisognerà attendere giugno però, il pass italiano (con cui in un secondo momento si potrà anche entrare allo stadio o a fiere o ad eventi dal vivo) presto dovrebbe invece lasciare la forma dell’autocertificazione per diventare una sorta di documento a tutti gli effetti. Un pass digitale, implementato su una app (anche Immuni è in lizza), che attraverso un codice Qr generato da chi effettua il tampone sia capace di garantire la negatività dell’utente che ad esempio vuole accedere ad un concerto. Funzionerebbe quindi proprio come i biglietti digitali acquistati in rete con cui già normalmente ci si reca ai tornelli di uno stadio. Il sistema ricalcherebbe quello già ampiamente utilizzato in altri Paesi, come Israele o nello stato di New York.

Fonte Il Messaggero

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