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Pozzuoli (NA). Scomparso il grande artista flegreo Vincenzo Aulitto.  foto

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Articolo di Maurizio Vitiello – Scomparso il grande artista flegreo Vincenzo Aulitto. 

Colpa di una veloce e gravissima pancreatite che l’ha colpito, questa notte è scomparso l’amico e grande artista Vincenzo Aulitto.

I funerali domani, 23.04.2021, alla Basilica di San Gennaro a Pozzuoli, alle ore 11.

Era nato nel 1955 a Pozzuoli (NA), ha frequentato il Liceo Artistico Statale di Napoli e nel 1972, ad appena 17 anni, presenta con la prima personale numerose opere interessanti ed è riconosciuto come “maestro del verde”.

Nel 1978 conclude il corso di studi all’Accademia di Belle Arti di Napoli e inizia a interessarsi ai problemi sociali del suo territorio, riprendendo nelle opere la memoria storica del popolo di Pozzuoli.

A 30 anni raccoglie oggetti e legni erosi dal mare e li “rivitalizza” in opere singolari e uniche.

Dal 1990 in poi concretizza opere mobili, macchine d’artista, sculture luminose e indaga sull’indubbio legame tra suono, ritmo e gesto pittorico, che regola in diverse performances.

Nel 2000 si riporta sul lavoro della figura umana trattando materie e declina paesaggi, collegandosi alla natura stessa dei meravigliosi Campi Flegrei.

Ha esposto in molte città italiane e straniere (Napoli, Roma, Firenze, Torino, Bologna, Praga, Francoforte, Barcellona, Monaco) con personali, in rassegne e in collettive.

Era molto conosciuto nell’ambiente artistico ed è stato espresso unanime cordoglio, da Linda Irace a Maya Pacifico, da Roberto Sanchez a Salvio Capuano, da Sergio Attanasio a Mario Di Giulio, da Alberto Gallingani a Enzo Tardia, da Maria Stefania Farina a Giuliana Albano, da Mario La Carrubba a Salvatore De Curtis, da Giovanni Ruggiero a Lucia Gangheri, da Nunzio Figliolini a Gloria Pastore, da Ilia Tufano a Otello Ciarciaglini, da Mathelda Balatresi a Maria La Mura, da Alfredo Celli a Lino Vairetti, da Mario Lanzione a Floriana Coppola, da Franco Lista a Elena Saponaro, da Paola Lista a Tiziana de Tora, da Renata Petti a Stefano Taccone, da Antonello Scotti a Peppe Esposito, da Raffaele Messina a Marco de Gemmis, da Antonio Salzano a Gaetano Di Riso, da Francesco Lucrezi a Enrico Viggiano, da Nando Calabrese a Francesco Verio, da Pina Della Rossa a Ernesto Terlizzi, da Daniela Pergreffi a Silvio Frigerio, da Renato Iannone a Ippolita Balatresi, da Clara Menerella a Tony Stefanucci, da Rosa Panaro a Fabio Donato, …

Tutti consideravano Enzo Aulitto un eccellente artista, di forte creatività, sperimentatore e attento al territorio flegreo, nonché persona buona e perbene.

La violenta notizia ha scosso gli amici e i suoi vecchi docenti d’Accademia, tra cui il grande scultore Giuseppe Pirozzi, che questo pomeriggio era affranto, dispiaciutissimo della repentina scomparsa; lo ricordava tra i suoi tanti allievi a cui ha insegnato, tra cui Gabriele Castaldo e Antonio Ciraci.

E proprio Antonio Ciraci, amico fraterno, con cui aveva formato un gruppo di artisti flegrei, l’ha ricordato nella sua dimensione artistica e nella sua caratura umana nello spazio culturale “INCROCI MEDITERRANEI”, in una diretta web su FB, partita intorno alle ore 19, moderata da chi scrive con l’ausilio del giornalista Pino Cotarelli, anche alla regia.

Lascia nelle chiese di Pozzuoli e al Museo Diocesano varie opere; Antonio Ciraci ha ricordato che, quando era Sindaco di Quarto, gli chiese di produrre un’opera pubblica per una piazza cittadina, un totem, che l’artista realizzò con grande passione con gli alunni delle sue classi.

Si ricorda che promuoveva anche eventi musicali. 

 

Ecco una scheda rilevata dal profilo web dell’artista in internet:

Vincenzo Aulitto è nato a Pozzuoli, (NA) nel 1955 dove vive e lavora, in v. G. Diano 23, II trav.

Nel 1978 ha conseguito il titolo di scenografo all’ Accademia di Belle Arti di Napoli.

Ha esposto in importanti città italiane e straniere (Napoli, Roma, Firenze, Torino, Bologna, Praga, Francoforte, Barcellona, Monaco) con mostre personali e rassegne collettive.

La sua ricerca artistica è incentrata sul rapporto uomo ambiente in un coinvolgimento dei sensi e degli elementi primordiali. Per alcuni anni l’artista ha costruito opere mobili e luminose.

Burattinaio di colori ed odori, Aulitto mette in scena lo stupore dell’uomo a fronte del manifestarsi della natura ed allestisce uno spettacolo ove la promiscuità alchemica degli elementi conduce fino alla soglia del processo di genesi. … Proprio il passaggio da un immaginario collettivo alla creazione di un universo simbolico alternativo ed enigmatico, appassionante

rappresenta la scansione fondamentale della ricerca ultima dell’artista partenopeo: l’illusione crea la forma, la sottolinea e la nega, ne rende imperscrutabili ed in codificabili i confini tramite descrizioni troppo minuziose ed accorte, mirabolanti. (M. SCIACCALUGA, critico della rivista ARTE, Milano.)

Aulitto fa germinare gli elementi della natura nel colore (che diventa una forza strutturante dell’opera) e nella luce (che trasla nell’opera le vibrazioni cosmiche) …l’artista racconta una storia di mediterraneità: essa è intrisa di languori, di umori sottili, è incisa nel profondo dell’inconscio collettivo, intessuta di archetipi, di luci e di ombre, di presagi e di tipicità. (T. CONTI, critico d’arte, Torino)

Sulle forme offerte dal mare, corrose dalle “linee” delle maree, Aulitto trovò, anni fa, quella piccola traccia che lo riportava all’esperienza dell’uomo, del suo essere nell’universo. Il silenzioso correre delle maree, il fragore dell’impetuoso mare che si frange sulle scogliere, o si distende sulle allungate spiagge, con i reperti lasciati come corolle di un eterno confronto, richiamano alla mente un passo del memorabile libro “Il tempo, grande scultore” di M. Yourcenar. (M. BIGNARDI, docente di storia dell’arte università di Siena)

Un ulteriore e più vistoso passaggio compositivo ed iconografico è avvenuto nelle opere più recenti.

La superficie del dipinto risulta spesso divisa in ampie sezioni, l’una strettamente accostata all’altra. Il particolare ingrandito d’una foglia, con i suoi verdi saturi e la fitta rete delle nervature, un occhio spalancato nella penombra, un paio di labbra serrate e una mano fermata nel gesto del silenzio o   carica di energia nello scatto, sembrano fissarsi nell’immobilità di un’icona. (V. CORBI, storico dell’arte di Napoli, facoltà suor Orsola Benincasa.)

Al centro delle sue opere recenti c’è il manifestarsi del corpo con i suoi particolari. Il procedimento artistico dunque va dalle cose piccole e frammentate alle cose voluminose e cosmiche, ambedue circondate dalla misura umana del corpo. (E. ZORN critico d’arte e curatore del museo di Dusseldorf).

 

Prima di chiudere segnaliamo che abbiamo sempre stimato e apprezzato l’attività artistica di Enzo Aulitto, anche didatta e maieuta.

I suoi lavori si ricordano per l’ampiezza di empatia con la terra e il mare.

Il rispetto della nostra madre-terra e degli elementi lo ha sempre contraddistinto.

Ogni sua mostra era pensata, studiata, valutata con profonda intelligenza operativa e capacità allestitiva.

I risultati erano premianti.

Abbiamo conversato sempre a lungo, scambiandoci idee e progetti; ci mancheranno le sue intuizioni, le sue vivide invenzioni, la sua passione flegrea, la sua fresca e capace creatività di respiro internazionale.

 

Maurizio Vitiello

 

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