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Piano di Sorrento, la resilienza di Afra Russo: “Quando finalmente ce l’avevo fatta, è arrivato il covid”

La titolare del negozio di Piano di Sorrento, "Oziocreativo", si racconta a un anno dalla pandemia che le ha "tolto l'ossigeno" quando finalmente ce l'aveva fatta

Proponiamo il post molto interessante di Afra Russo, la commerciante di Piano di Sorrento, titolare di Oziocreativo. Afra ha avviato la sua attività alla fine del 2018, è tra i piccoli artigiani che cuciono una linea di abiti su misura ad un prezzo assolutamente concorrenziale e vintage customizzato anche su richiesta. Una proposta che vuol valorizzare un bene culturale tipico del nostro territorio ma che sposa l’innovazione in quanto presenta qualcosa di nuovo!

Ho iniziato senza accedere ad alcun fondo – svela Afra – poiché ad esempio restoalsud prevedeva l’anticipo da parte mia di somme che poi mi avrebbero restituito! Somme che non avevo. Ho costruito il mio negozio un piccolo pezzo alla volta, con fatica e buona volontà senza mai demordere e reinvestendo nella attività il poco che guadagnavo, nonostante le difficoltà note a tutti in Italia a prescindere dal COVID.

Sono andata avanti per avviare la mia piccola azienda senza guadagnare per due anni, all’inizio del terzo anno ho iniziato a vedere i risultati del mio duro lavoro! Purtroppo proprio quando finalmente riuscivo ad avere un minimo di ossigeno è arrivato il COVID.

Sono chiusa per l’ennesima volta, come tutte le poche attività che in questo finto lockdown pagano per tutti. Oltre al danno anche la beffa.
Lo stato non ha previsto alcun aiuto per chi non dimostri di aver avuto un decremento del fatturato del 30% nel 2020 rispetto al 2019. Quindi non sono previsti ristori per chi già era in difficoltà per aver avviato l’azienda nei due anni precedenti al COVID. Non avendo una attività avviata da più anni avrei avuto diritto ad un aiuto più di tanti altri i cui volumi d’affari sono stratosferici paragonati al mio.

Peccato, il mio piccolo negozio, aperto quando tutti mi dicevano che non ne valeva la pena, che in Italia se apri una attività alla fine lavori per lo stato senza portarti nulla a casa, rappresenta oggi un esempio per tutti quei giovani che con poche possibilità non sperano più di poter costruire il proprio futuro in questo Paese.
A tutti ho sempre detto che bisogna inseguire i propri sogni, tentare e non arrendersi , Ma ahimè a quanto pare il mio Paese non mi dà scampo, non mi fornisce alternative.
Averci creduto fa ancora più male!
Mi dispiace dover scrivere questo ma ahimè è la dura realtà!
In altri posti le piccole attività, gli artigiani, quelli che senza demordere tentano di andare avanti, sono trattati diversamente!

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