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Palazzo Fuga ( Albergo dei Poveri ) a Napoli il più grande museo del mondo. Il progetto RAM

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Palazzo Fuga è uno dei palazzi più grandi d’Europa, si trova a Napoli, al centro di una perfetta e preesistente rete di accesso ed accoglienza. Di proprietà del Comune di Napoli, è praticamente inutilizzato, ed attende da secoli una destinazione d’uso adatta alla sua storia ed alla sua mole. Il Tesoro di San Gennaro è considerato una ricchezza unica al mondo, anche e
soprattutto perché è giuridicamente di proprietà dei napoletani per atto notarile. I napoletani infatti, nel 1527, flagellati dalla guerra degli Angioini, dalla peste e dai terremoti, promisero al Santo che in cambio della grazia gli avrebbero eretto una cappella e, per sottolineare che non sarebbe stata né della Chiesa né dello Stato ma di tutti i cittadini di Napoli, fecero un patto notarile ufficiale il 13 gennaio 1527; i flagelli cessarono e nel tempo la cappella ha accumulato un enorme patrimonio di beni popolari grazie al contributo di imperatori, re, regine e papi, arrivando oggi ad essere una collezione di ben 21.610 capolavori di altissima oreficeria; Il tesoro più grande del mondo di cui solo poche centinaia di pezzi sono esposti al Duomo per mancanza di adeguati spazi.
Attualmente Palazzo Fuga è il palazzo con la facciata più lunga d’Europa (quasi 400 metri) e dispone di una superficie utile di 103.000 metri quadri, nonostante i numeri da record non fu mai terminato: il progetto originale prevedeva una facciata di 600 metri. Dall’esterno colpiscono la scalinata a doppia rampa dell’ingresso principale e la scritta in latino posta sopra l’entrata che dice: “Regio ospizio dei poveri di tutto il regno”.

Palazzo Fuga

Il palazzo fu pensato per accogliere gli «ultimi»,
per assisterli e renderli autosufficienti
Infatti, a differenza di moltissimi palazzi costruiti nello stesso periodo, Palazzo Fuga con le sue 430 stanze non è mai stata residenza di qualche ricco nobile napoletano bensì fu pensato per accogliere 8000 tra mendicanti, orfani (i cosiddetti “esposti”), detenuti e mutilati di guerra ed assisterli, rieducarli e renderli autosufficienti attraverso l’insegnamento di un mestiere. Tale misura, che attualmente sarebbe considerata esempio di welfare, in realtà era totalmente in linea con il concetto di “pietà illuminata” e, assieme ad altri progetti, puntava a rendere Napoli una “città modello rinascimentale”, e ovviamente preveniva i malumori del popolo.Tale progetto fu ripreso da Ferdinando IV, figlio di Carlo, che preferì ridimensionare il progetto, diventato troppo dispendioso, e, in compenso, dotare la struttura di locali più ampi dove porre nuove macchine di produzione manifatturiera. Col tempo l’edificio ospitò una scuola di musica, una scuola per sordomuti e un centro di rieducazione giovanile, ma la sua fama di carcere superò quella di luogo di recupero e rieducazione diventando tristemente famoso come “serraglio”.

Da albergo per i poveri a «serraglio»
Nel 1937 l’intera ala occidentale fu adibita a tribunale minorile e centro di recupero per minori sottoposti a norme di sicurezza. Obbiettivo di questo centro era analizzare il contesto sociale che aveva causato la devianza dei minori e recuperarli attraverso una formazione lavorativa completa, questa li avrebbe portati ad essere assunti come operai specializzati. Il lato orientale del palazzo invece ospitava: un’infermeria, un refettorio con mensa annessa, camere di pernottamento, due palestre, due giardini, un’officina, un laboratorio artigianale, una cappella, una scuola elementare e una scuola di psicotecnica. Durante il terremoto del 1980 parte dell’edificio crollò, la proprietà passò così al comune che iniziò i lavori di restauro. Il Real Albergo dei Poveri rappresenta un palazzo storico di Napoli, nel quale per secoli si è provato a dare assistenza, formazione e prospettiva di vita alle componenti più deboli della società. Tuttora difficilmente si trovano esempi di esperienze simili in altre città.

Ora questo palazzo potrebbe diventare il più grande museo del mondo ed attrarre tourismo come il Louvre a Parigi . Un’idea della associazione  RAM, Rinascita Artistica del Mezzogiorno , ma ora si sta parlando di Recovery Found dopo il coronavirus Covid-19, speriamo che si faccia qualcosa di concreto per rilanciare il turismo in Campania e a Napoli

Il Real Albergo dei Poveri di Napoli tornerà a nuova vita. Il Governo infatti ha inserito lo storico palazzo realizzato dall’architetto fiorentino Ferdinando Fuga negli interventi previsti per il Recovery Plan: investimento da 150 milioni per il restauro della struttura e il suo riaddattamento a funzioni museali.
“Siamo contenti che il Governo abbia mostrato attenzione per il nostro Albergo dei Poveri e sia riuscito ad inserire il progetto del Comune di Napoli tra quelli destinatari del Recovery Plan – commenta su Facebook il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris – Il nostro progetto prevede un impegno di 150 milioni di euro da investire per interventi di consolidamento, riconfigurazione architettonica e restauro (organizzati in ben 8 lotti). Abbiamo previsto che il Palazzo storico abbia funzioni museali, culturali, sociali, istituzionali e di formazione. L’Albergo dei Poveri è un bene comune dei napoletani ed è per questo che teniamo fortemente al suo futuro. È giusto che quel palazzo meraviglioso riprenda a vivere e diventi finalmente un punto attrattivo e di riferimento per i cittadini e per tutti i visitatori”.
Una notizia che fa felici anche tanti cittadini e uomini di cultura che, riuniti nell’associazione Ram Rinascita Artistica del Mezzogiorno, da anni si batte per fare di Palazzo Fuga uno dei Musei più grandi al mondo, mentre la politica cercava di venderlo . Ora via al Louvre napoletano perché come disse l’assessore Piscopo, in pubblica seduta, il Palazzo, nel piano regolatore, è catalogato “esclusivamente” come Museo” ( anche se facendo una ricerca su wikipedia trovi che ha un vincolo sociale e monumentale , ndr)
Il progetto prevede l’allestimento di ben quattrocentocinquanta sale, su una superficie espositiva di centotremila metri quadri ed una facciata lunga quattrocento metri. Una sorta di “Louvre” napoletano, che ospiterebbe quella miriade di opere che la Campania possiede ma che non sono state mai esposte.

Il presidente dell’associazione, Dario Marco Lepore, aveva  commentato già nel 2015 a Bagnoli : “Arte negata che attende solo la nostra voce, il nostro consenso per poter emergere. Creare a Palazzo Fuga il museo più grande del mondo è il modo migliore di onorare la nostra storia e con l’arte, favorendo turismo, occupazione e indotto. Palazzo Fuga potrebbe essere una occasione unica di rilancio della nostra economia. Includere collezioni varie tipologie di opere d’arte, proprio come ipotizzava Carlo III di Borbone, nella prima sede della Reggia di Portici, aveva concepito in un unico luogo l’esposizione delle collezioni archeologiche, la pinacoteca e le arti minori. Vorremmo partire con una opera di musealizzazione progressiva ovvero iniziare a disporre le opere negli spazi già restaurati del Palazzo con bassi costi di adeguamento, richiedendo alle autorità competenti il vincolo di destinazione d’uso dell’intera struttura, fondamentale per garantire il successo al progetto, generando turismo e indotto”.

Carlo Sorvillo , che ringraziamo, ci ha inviato un progetto idea della Associazione RAM – Rinascita Artistica del Mezzogiorno aveva redatto ed elaborato già nel 2018 che  De Magistris conosceva

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L’Associazione RAM – RINASCITA ARTISTICA DEL MEZZOGIORNO nasce nel 2010 per volontà
di storici dell’arte, critici, studiosi e semplici appassionati che, lontani dalle logiche politiche e
senza scopo di lucro, hanno inteso perseguire diversi punti nell’ ambito dell’ arte e della cultura
Partenopea e del Mezzogiorno tra i quali :

– la costituzione, l’organizzazione, la promozione e la valorizzazione di un complesso

   Museale in “Palazzo Fuga” meglio conosciuto con il nome Albergo dei Poveri

Il progetto è riepilogato nell’ allegato firmato digitalmente dal sottoscritto in data 21 Gennaio 2018

presentato al Dr Andrea Cozzolino all’ epoca Europarlamentare

L’associazione ha un sito www.rinart.it  registrato il 15/09/2015

Un canale Video a https://www.youtube.com/channel/UCmTm4w1pIS_Rtqh-8Ub09Hg

I video più esaustivi sono

8 Giugno 2015 – Presentazione del progetto alla presenza de ministro della cultura Massimo Bray

https://www.youtube.com/watch?v=KVutriUpUic&list=PLWv7cPM6rWhl7r_48UL4vMJSRPR9e8FXs&index=4&t=121s

2 Novembre 2015 – Progetto per Palazzo Fuga

https://www.youtube.com/watch?v=hOHlUH7bsew&list=PLWv7cPM6rWhl7r_48UL4vMJSRPR9e8FXs

12 Ottobre 2016 Video Consenso del Prof. Paolo Iorio Direttore del Museo del Tesoro di San Gennaro

http://www.rinart.it/2016/10/12/video-consenso-dr-paolo-iorio/

L’ Associazione viene fiscalmente costituita il 14/11/2016 con codice fiscale 96035920634

L’associazione ha un gruppo facebook con oltre 10.000 Follower

https://www.facebook.com/groups/113150239973

Il progetto è quello iniziale 1.0 poi ha subito evoluzioni e miglioramenti

Progetto-Palazzo-Fuga-1.0-Firmato

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