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Maiori, il perché di una scelta. Elvira D’Amato spiega il No alla diffida al depuratore e un troll denigra

Maiori, Costiera amalfitana. Il fronte al “No” al depuratore è spaccato, come ha detto in anteprima Positanonews (e finora nessuno ne ha parlato in questi termini, ma è la verità e i giornalisti devono fare luce sulla verità, non scrivere solo ciò strumentalmente conviene o fa prendere like e condivisioni, ndr). La posizione ragionevole di “Maiori di Nuovo” è stata spiegata da Elvira D’Amato, ma un troll ha attaccato: “solo scuse”. E la replica: “un misero vigliacco troll…”. I maioresi sono uniti al non voler il depuratore, ma sono tante anime accomunate da un solo scopo, non voler il depuratore sul proprio territorio, e non è la prima volta, almeno altre due o tre volte le proteste popolari hanno impedito la costruzione di un depuratore mentre la Costa d’Amalfi aspetta. Sia Ravello che Atrani hanno terminato i propri lavori. Aspettano tutti Maiori per il depuratore e se viene bloccato – fermo restando la bontà delle motivazioni contrarie che sono tante e variegate ma si riconducono al contesto ambientale che verrebbe alterano (e come si fa un depuratore se non in un contesto? A Positano sta al centro del paese, almeno qui non si espropria, ndr) – se ne riparlerà fra cinque o dieci anni…

In tutto questo nessuno vuole salvare Antonio Capone che è stato forse superficiale nel non voler coinvolgere la popolazione, mentre la posizione del suo ex vicesindaco Ruggiero è ancora da definire e si è in attesa di un chiarimento fra i due la prossima settimana…

Il perché di una scelta

Siamo consapevoli della responsabilità riposta in noi dal gran numero di consensi elettorali che, seppure non sufficienti per amministrare questo paese hanno visto, vedono e vedranno il nostro impegno totale per ripagare tale fiducia.
La questione sul DEPURATORE resta per noi tra i problemi principali da risolvere ed in tal senso proseguiranno le nostre iniziative osservando senza compromessi le nostre logiche ed il nostro indirizzo politico di merito.
Abbiamo riportato in Consiglio comunale la richiesta di affrontare compiutamente e definitivamente le procedure in atto sulla collocazione di un sistema di depurazione consortile e di prendere in seria considerazione la percorribilità della soluzione alternativa della condotta sottomarina, come proposto nel 2016 dalla società Ausino s.p.a.
Sebbene la maggioranza NON abbia accordato attenzione alcuna alla necessità di riaffrontare l’intera questione in sede di Consiglio comunale, la nostra azione proseguirà dritta alla meta senza esitazioni.
Ci siamo espressi con fermezza in sede di convegno organizzato lo scorso 26 marzo presso il Comune di Maiori a cui hanno partecipato esponenti della Provincia, della Regione, della Procura e dell’Ausino s.p.a.
Abbiamo anche sostenuto pienamente il lavoro del Comitato “Tuteliamo la Costiera amalfitana” volto alla raccolta di firme per una petizione popolare contro il depuratore in zona Demanio di Maiori.

A fronte della serietà della vicenda che rischia di mettere una pesante ipoteca sul nostro territorio, riteniamo corretto chiarire le ragioni che NON ci vedono sottoscrivere un atto di diffida e messa in mora – promosso dallo stesso Comitato – alle Amministrazioni in capo alle quali insistono le procedure per la realizzazione del Depuratore.
Lo strumento della diffida ci sembra possa solo ritardare un necessario atto conseguenziale che dovrebbe concretizzarsi in un ricorso o in altro procedimento derivante che tanto valeva la pena presentare da subito.
In ossequio a consolidata giurisprudenza, nonché ai principi di logica, il consigliere comunale non dovrebbe agire contro l’amministrazione di appartenenza, dovendo utilizzare per tali fini le prerogative del proprio ruolo, agendo sul piano squisitamente politico.
Riteniamo che confondere i piani di azione, quello civico e quello politico, non sia che controproducente rispetto alle strategie da mettere in campo.
Attenderemo con interesse di conoscere se gli attuali firmatari della diffida saranno firmatari anche di una successiva iniziativa giudiziaria.

A coloro i quali hanno per abitudine il confondere il confronto costruttivo e civile con la denigrazione supponente rispetto alle azioni altrui, valga il detto: c’è un giudice chiamato “tempo” che mette ognuno al suo posto.

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