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Lettere da Piano di Sorrento – Riaprire con rischio calcolato

LETTERE DA PIANO DI SORRENTO
“RIAPRIRE CON RISCHIO CALCOLATO”

Riaprire o non riaprire le attività sospese per ragioni cautelari, stante la pandemia in corso?
Il Governo ha sciolto questo dubbio amletico disponendo una graduale riapertura degli esercizi commerciali, delle attività ricreative, etc, con “rischio calcolato”.
Che significa? Significa che a partire dal 26 aprile p.v. riapriranno bar, ristoranti, alberghi, cinema, teatri, etc, pur sussistendo un rischio (alta percentuale di morti giornaliera e riscontro di dati non ancora rassicuranti). Una ripresa pare confortata dal comitato scientifico. Draghi afferma di averlo preventivamente consultato.
Qualcuno, però, come il virologo prof. Galli, spesso ospite della trasmissione televisiva “8 ½” condotta da Lilli Gruber, ed anche in altre occasioni, nell’esprimere la sua opinione tecnica ha dichiarato di aver appreso la notizia varata dal Governo, con “tremore alle gambe”.
Cosa vuol significare questo? Sono tanti gli interrogativi che dobbiamo porci sull’argomento. Prima domanda: Draghi certamente si fida del responso scientifico che ha potuto avere ma può fidarsi degli italiani e della loro individuale responsabilità? È vero una gran parte degli italiani, durante questa pandemia ha dimostrato di saper accettare i sacrifici e si è comportata con senso civico. Ma quanti? Tanti, invece, durante le restrizioni hanno eluso la legge, hanno dato vita a “movide private” non controllate ed i soliti furbetti hanno studiato il modo di evadere le norme restrittive. E allora è sufficiente il pronostico scientifico che magari intravede un rallentamento nella curva dei contagi ed una possibile battuta di arresto del virus?
E le varianti? La campagna vaccinale è appena iniziata e si muove molto lentamente per quelle difficoltà che apprendiamo dai notiziari di Stato. Ed allora come è stato calcolato questo rischio?
Per carità questo ragionamento non vuole assolutamente soffocare quel “grido di insofferenza” che legittimamente proviene dalle piazze, con manifestazioni al momento pacifiche, ma resta pur sempre il pericolo per la salute che è un bene primario, tutelato ancora, almeno fino a questo momento, dalla Costituzione.

(avv. Augusto Maresca)

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