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L’arcivescovo di Pompei vicino ai lavoratori del turismo nella manifestazione del prossimo primo maggio

L’arcivescovo di Pompei vicino ai lavoratori del turismo nella manifestazione del prossimo primo maggio. Anche se non potrà essere in piazza con loro, assicura tutto il proprio sostegno alla vertenza dei lavoratori del turismo e dell’indotto. L’arcivescovo di Pompei, Tommaso Caputo, ha incontrato ieri pomeriggio alcuni dei rappresentanti sindacali che hanno promosso la manifestazione che si terrà il prossimo primo maggio nella città degli scavi. Nel corso del colloquio con Stanislao Borriello vice presidente del Comitato Ncc della Campania, Rosario Fiorentino della Flaica Cub Campania e Nino Fiorentino del Centro guide (nella foto in alto con l’arcivescovo), ha garantito la vicinanza personale e della Chiesa alle rivendicazioni degli operatori del settore dell’accoglienza.

“L’arcivescovo Caputo – spiegano i delegati presenti all’incontro – ha assicurato il pieno appoggio alla vertenza degli stagionali del turismo e di tutto il comparto, oltre che del trasporto turistico, ancora una volta esclusi dai bonus. Solidarietà che esprimerà ufficialmente attraverso una lettera pastorale”.

A partire dalle ore 10 del primo maggio manifesteranno nella piazza antistante il Santuario dedicato alla Vergine del Rosario i lavoratori della filiera dell’ospitalità di diverse località della Campania, in particolare quelli delle zone turistiche di penisola sorrentina, costiera amalfitana, Ischia e Capri, per protestare contro la lunga crisi economica, connessa alla pandemia, che ha messo in ginocchio il settore. Per l’occasione verrà anche reiterata la richiesta al governatore Vincenzo De Luca di vaccinare tutti i lavoratori del comparto in modo da garantire la ripresa delle attività già per la prossima stagione.

“Siamo già scesi in piazza e continueremo a farlo fino a quando non avremo certezze sulle località turistiche Covid free e garanzie per il lavoro e la sicurezza – sottolinea Ferdinando Caredda, presidente della sezione della Campania dell’Associazione nazionale lavoratori stagionali che ha dubbi anche sulla possibile ripresa per la stagione alle porte -. In questo clima di incertezza prevediamo un 50 per cento di assunzioni rispetto al periodo pre-Covid. Per questo chiediamo allo Stato che si faccia carico della parte contributiva degli stipendi così che le imprese possano erogare solo gli stipendi. Servono anche nuovi ammortizzatori sociali per garantire un sostegno alle fasce più deboli”.

Ma bisogna anche puntare a rilanciare il comparto dell’accoglienza. “Per questo – conclude il leader dei lavoratori stagionali – chiediamo anche i vaccini in tempi rapidi per la nostra sicurezza e, soprattutto, per lanciare un messaggio ai turisti che possono venire in Campania senza correre rischi per la propria salute”.

“Non c’è più tempo per le parole, chiediamo una accelerazione dei vaccini, e protocolli certi: Va salvata la stagione, tutelate le nostre imprese e i lavoratori della filiera turistica – fanno sapere dal Coordinamento Rilancio del Turismo -. La situazione è drammatica e il nostro appello è rivolto all’intera filiera, alle istituzioni e alla chiesa. Hanno espresso solidarietà e parteciperanno alla nostra azione monsignor Tommaso Caputo, gli chef stellati Paolo Gramaglia, Pasquale Palamaro, Giuseppe Aversa e Alfonso Iaccarino (quest’ultimo è anche assessore al Turismo di Sorrento), Francesco Del Deo sindaco di Forio D’Ischia nonché presidente Ancim (Associazione Nazionale Comuni Isole Minori).

È necessario supportare i lavoratori e gli imprenditori del comparto che rischia di subire gravissime ripercussioni e rischi di usura, speculazione della criminalità. Bisogna muoversi subito per salvare la stagione. È il grido di allarme che oggi lanciamo in contemporanea da Pompei, Sorrento, Capri, Amalfi, Ischia e da tutte le località turistiche della Regione Campania”.

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