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La Superlega divide l’opinione pubblica: il parere dei politici

La nascita della Superlega ha scatenato il web. Allenatori, giornalisti e politici hanno commentato questo evento. Jurgen Klopp, l’allenatore del Liverpool, è persino pronto a dimettersi. Di seguito le opinioni dei politici.

Gabriele Gravina, Presidente della FIGC: Ribadisco il nostro no alla Superlega. Il calcio è dei tifosi. L’unica riforma percorribile è quella nata dalla proposta Uefa sulla Champions, ogni tentativo di fuga in avanti è irricevibile e dannoso per il calcio europeo. L’adesione a questo progetto pone gli stessi club fuori dal contesto riconosciuto dalla Fifa. Il patrimonio sportivo e culturale delle singole competizioni rappresenta un valore aggiunto per qualsiasi torneo internazionale, vogliamo difendere il merito sportivo e la possibilità per ogni squadra di inseguire un grande sogno, insieme ai propri sostenitori. Il calcio è dei tifosi, va modernizzato, ma non snaturato. Il calcio è partecipazione e condivisione, non è un club elitario”.

 

Giuseppe Draghi, Presidente del Consiglio: Il governo segue con attenzione il dibattito sulla Super League calcio. L’esecutivo sostiene con determinazione le posizioni delle autorità calcistiche italiane ed europee per preservare le competizioni nazionali, i valori meritocratici e la funzione sociale dello sport”.

 

Johnson Boris, Ministro inglese: La Superlega è molto dannosa per il calcio. I club coinvolti devono rispondere ai loro tifosi e alla più ampia comunità del calcio prima di fare nuovi passi”.

 

Paolo Gentiloni, Commissario Europeo dell’Economia: “Mi ricorda tanto la New Coca Cola”. Così, con un messaggio via Twitter, il commissario europeo all’Economia, Poalo Gentiloni, tifoso della Juventus, paragona l’annuncio dei 12 club europei alla disastrosa operazione di marketing tentata – e poi ritirata – dal gigante delle bibite a metà degli anni ’80 del secolo scorso.Nel 1985 la Coca Cola Company, volendo rivitalizzare il marchio, soprattutto sul mercato Usa, annunciò che cambiava la formulazione dell’omonima bevanda dopo decenni. La tempesta di proteste che seguì determinò una rapida marcia indietro.

 

Matteo Salvini, leader della Lega: “Il denaro non è tutto, no ad azzerare storia” Da tifoso milanista, dovrei essere contento che la mia squadra possa partecipare ad una Superlega europea, incassando un sacco di soldi, a prescindere da merito, impegno e risultati. Ma, da sportivo e da italiano, dico che il denaro non e’ tutto, e i milioni non sono sufficienti per azzerare simboli, storia, merito, cuore e passione. Il calcio e lo sport sono di tutti, non di pochi privilegiati. Mi piacciono le vittorie conquistate con il sudore sul campo, non quelle comprate coi milioni in Borsa”.

 

 

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